Canottaggio, dimezzata la squalifica di Niccolò Mornati

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La seconda sezione del Tribunale Nazionale Antidoping ha dimezzato la squalifica di Niccolò Mornati da 4 a 2 anni: riconosciuta l’involontarietà da parte dell’atleta.

L’azzurro era qualificato per le Olimpiadi di Rio 2016 nel due senza senior, tuttavia risultò positivo ad un controllo della Nado Italia effettuato durante un raduno della nazionale a Piediluco. Dai test a cui era stato sottoposto Mornati, fratello minore di Carlo (argento nel 4 senza alle Olimpiadi del 2000 ed attuale vice-segretario del Coni), era emersa l’assunzione di anastrozolo, un farmaco ormonale. Va precisato che il quantitativo della sostanza si era rivelato modesto. Il canottiere si era difeso sostenendo che la positività fosse stata determinata dall’assunzione di integratori indicati proprio dalla Federazione, in particolare da un nutrizionista dell’Istituto di medicina dello sport. Il 12 luglio scorso, poi, la sentenza con conseguente squalifica di 4 anni.

Oggi un verdetto che, parzialmente, tiene conto delle giustificazioni addotte da Mornati, la cui squalifica terminerà il 5 febbraio 2018. A 35 anni avrebbe ancora la possibilità di tentare una nuova avventura olimpica con vista su Tokyo 2020.

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Foto: Pier Colombo

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