Tiro a segno: non solo Campriani e Zublasing. Le nuove leve azzurre verso Tokyo 2020

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L’Italia, com’è noto, è uno dei Paesi che domina da sempre le discipline di tiro, come confermato anche dai recenti Giochi Olimpici di Rio. Con Diana Bacosi, Chiara Cainero, Gabriele Rossetti, Marco Innocenti, l’eterno Giovanni Pellielo nel tiro a volo e con Niccolò Campriani e Petra Zublasing (nonostante un’Olimpiade non esaltante per lei) nel tiro a segno, abbiamo imparato ad amare questi atleti dal talento sopraffino. Con la celebrazione della cerimonia di chiusura di Rio 2016, si è chiuso un quadriennio ricco di soddisfazioni per i tiratori azzurri e, come da tradizione, l’Italia saprà farsi valere nel tiro a segno, con un mix di giovani ed esperti, anche nei prossimi quattro anni, quelli che porteranno verso Tokyo 2020, le Olimpiadi n° 32 dell’era moderna.

Già in questi anni, tra Coppa del Mondo Junior e altre manifestazioni, più ragazzi si sono messi in mostra vincendo tante medaglie e entrando, così, nell’orbita della nazionale maggiore. Alcuni nomi da tenere sotto controllo sono quelli del giovanissimo Paolo Monna, classe 1998 ma già vincitore di due gare di pistola nella tappa di Coppa del Mondo di categoria disputata lo scorso anno a Suhl, in Germania. Per quanto riguarda la pistola, altri elementi in rampa di lancio sono quelli di Dario Di Martino (napoletano, 1995), Alessio Torracchi (pistoiese, 1997), bronzo lo scorso anno a Suhl, e Rebecca Lesti (anconetana, 1997).

Anche nella carabina, l’arma di Campriani, i giovani di buone speranze non mancano se pensiamo a Simon Weithaler (trentino di Merano, 1993) e Lorenzo Bacci (fiorentino, 1994) tra i ragazzi e Maria Schiava (reggina, 1996) e Martina Ziviani (veronese, 1996) tra le ragazze.

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Foto: Pagina Facebook Paolo Monna

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