Tiro a segno, Niccolò Campriani: “La gara mista con Petra potrebbe farmi proseguire fino a Tokyo 2020”

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Niccolò Campriani, ormai un pilastro dello sport italiano con i suoi 3 ori olimpici nel tiro a segno conquistati tra Londra 2012 e Rio 2016, apre le porte ad una sua eventuale partecipazione ai Giochi di Tokyo 2020, come ha rivelato in un’intervista alla Gazzetta dello Sport: “L’introduzione della gara mista, che potrei fare con Petra (Zublasing, la sua compagna, ndr), sarebbe un fattore importante. Ma andrò avanti solo se vedrò un percorso di crescita, se capirò che a Tokyo sarò un Niccolò migliore. Tra Londra e Rio, di me ho imparato delle cose: che non sono bravo ad autogestirmi, che personalmente ho bisogno almeno di due grandi interessi e che ci sono persone della mia vita che voglio tenermi strette“.

Il fuoriclasse azzurro è tornato a parlare anche della finale della carabina 3 posizioni, vinta dopo un clamoroso 8.3 dell’avversario russo Sergey Kamenskiy: “Doveva vincere lui. Quando ho visto che aveva fatto 8 ho smesso di sorridere. Non avrei avuto la forza mentale per lo spareggio. Sono andato subito da lui, sapevo cosa stava vivendo“.

In Brasile, invece, ha mancato il podio proprio Petra Zublasing, grande favorita nella 3 posizioni femminile: “Io ho vinto e Petra no? Non ci facciamo caso. Lei meritava di vincere. Quando incrociamo i colleghi le dicono ‘complimenti, grandissima gara’, mentre io arrossisco pensando al mio oro“.

Campriani spiega come ha saputo mantenersi concentrato nonostante il baccano degli spettatori: “Per mesi ho girato con gli auricolari, ascoltavo suoni di trombette e fischi. Mi sono allenato a gestire il rumore improvviso“.

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