Tennis, Novak Djokovic tra età avanzante e nuovi rivali. Il record di Slam diventa utopia?

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E’ un’amara sconfitta quella subita da Novak Djokovic nella finale di domenica notte agli US Open contro lo svizzero Stan Wawrinka che si è imposto col risultato di 7-6, 4-6, 5-7, 3-6 sul serbo dopo quattro ore di gioco. Ancora una volta il numero uno del mondo ha visto sfumare la possibilità di conquistare l’ennesimo titolo dello Slam davanti ai suoi occhi.

Con un bottino di 12 tornei, di cui 6 Australian Open, 3 Wimbledon, 2 Us Open e 1 Roland Garros, quest’ultimo vinto per la prima volta nel giugno di quest’anno, Nole fa registrare la nona sconfitta in finale in uno Slam. A 29 anni suonati, con tanti giovani tennisti agguerriti ed i possibili acciacchi dell’età, riuscire a vincere tutti i Major nello stesso anno solare ed eguagliare quelli di Roger Federer (17) sembra davvero difficile.

Molti infatti i Top Ten che grazie alla loro età potrebbero insidiare Djoker. Primo fra tutti Kei Nishikori che a 26 anni ha già alle spalle una finale a Flushing Meadows. Non meno pericolosi anche Milos Raonic e  l’austriaco Dominic Thiem, entrambi giovani ed esplosivi che stazionano nelle prime dieci posizioni della classifica ATP. Un po’ più indietro il ventunenne Nick Kyrgios, che è 15simo nel Ranking ma è in costante crescita.

Da non sottovalutare nemmeno la “vecchia guardia”. Rafael Nadal a secco dal 2014 potrebbe ancora dire la sua, mentre Andy Murray, fresco vincitore della seconda medaglia d’oro olimpica, rappresenta un rischio concreto con il successo nello Slam di casa di quest’anno. Roger Federer, nonostante lo stop prolungato in questa seconda parte di stagione continua ad intonare canti di guerra ed è pronto a tornare e a dare battaglia nel 2017, nonostante i 35 anni suonati.

Probabilmente la leadership di Nole non sarà scalfita per diverso tempo ancora. Il suo continua ad essere il miglior gioco del circuito, tuttavia gli anni passano e le sconfitte in finale in questo 2016 cominciano ad assomigliare ad un campanello d’allarme. E chissà che non sia lui il peggior nemico di se stesso.

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 Immagine: pagina Twitter Wimbledon

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