Tennis, Coppa Davis 2016: Croazia-Argentina, una finale incerta. Non sarà solo Cilic contro Del Potro

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Per il secondo anno consecutivo la Coppa Davis regala una finale a sorpresa. Dopo Gran Bretagna-Belgio della passata stagione, questa volta toccherà a Croazia ed Argentina. Due squadre che hanno saputo sovvertire il pronostico delle loro rispettive semifinali e che hanno raggiunto meritatamente l’ultimo atto della competizione.

Una fantastica impresa quella che Juan Martin Del Potro e compagni hanno realizzato a Glasgow, riuscendo a sconfiggere la Gran Bretagna per 3-2 in un incontro davvero incredibile e tra i più combattuti degli ultimi anni, con la vittoria di Delpo su Andy Murray nel primo singolare che resterà leggendaria. La Croazia, invece, spinta dal suo pubblico ha superato la Francia per 3-1, grazie soprattutto ad un Marin Cilic in versione campione Us Open, che ha trascinato la sua nazionale sia in singolare che in doppio.

La finale è in programma dal 25 al 27 novembre e si giocherà in casa della Croazia. Un piccolo vantaggio per i croati, anche se i sudamericani hanno dimostrato in questa Coppa Davis di saper vincere in trasferta su ogni superficie prima contro l’Italia (terra rossa) e poi con la Gran Bretagna (cemento). Si tratta della seconda finale della storia per la Croazia, che è riuscita a vincere la precedente nel 2005, mentre per l’Argentina è la quinta e l’Albiceleste è ancora alla ricerca del primo storico successo.

Sarà una sfida combattuta ed ovviamente con due grandi protagonisti: Marin Cilic e Juan Martin Del Potro. Con ogni probabilità si affronteranno subito fin dalla prima giornata e sarà un match che potrebbe indirizzare immediatamente la contesa. Fondamentale però sarà il rendimento di tutta la squadra: da una parte ci sono il giovane Borna Coric, che sarà chiamato a dimostrare il suo valore in singolare, vincendo la paura e la tensione di una tale partita, e poi Ivan Dodig, assolutamente fondamentale in doppio ed eventualmente giocatore capace di poter reggere un quinto e decisivo match; dall’altra c’è un gruppo solido e che il capitano Daniel Orsanic sa ruotare con mosse anche imprevedibili, come Leonardo Mayer schierato in singolare contro Daniel Evans nel quinto match.

Mancano comunque ancora due mesi e tante variabili possono ancora cambiare. Certamente ci vorrà anche fortuna e buona sorte per evitare infortuni e privare questa finale di alcuni incontri. La sensazione è quella che sarà una finale davvero equilibrata e soprattutto molto spettacolare, probabilmente tra le più avvincenti ed incerte delle ultime edizioni.

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