Scherma, Paralimpiadi Rio 2016: Bebe Vio vuole entrare nella leggenda

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Insieme ad Alex Zanardi, Martina Caironi e Federico Morlacchi è tra i personaggi più noti della spedizione italiana alle Paralimpiadi 2016. L’anno scorso ha scritto un libro (“Mi hanno regalato un sogno“, Rizzoli) ed è tra gli ospiti più amati e invitati dal Trio Medusa su Radio Deejay. Nella scherma in carrozzina rappresenta un unicum al mondo: è l’unica a tirare senza il braccio armato, mancante perché amputato, servendosi invece dell’uso di protesi speciali realizzate a Budrio, in provincia di Bologna. E’ Beatrice Vio, classe 1997 nata a Venezia, che quest’oggi sara in gara a Rio nel fioretto categoria B per conquistare il solo titolo che ancora manca alla sua giovanissima ma già gloriosa carriera. Quello a cinque cerchi.

Bebe pratica la scherma da quando ha cinque anni e mezzo. Nel 2008, però, fu colpita da meningite fulminante: è sopravvissuta ma a causa di un’estesa infezione con annessa necrosi ha perso braccia e gambe, rimanendo quasi quattro mesi ferma in un letto d’ospedale. Dal quel trauma è nata tutta la sua forza: un dolce sorriso che nasconde un carattere da leonessa e un talento cristallino in pedana. Nel 2009 si è affacciata al mondo paralimpico e adesso si presenta in Brasile da vera e propria cannibale del fioretto, come il suo idolo Valentina Vezzali: è campionessa mondiale ed europea in carica e da due stagioni vince la Coppa del Mondo di specialità.

La medaglia di Beatrice Vio è tra le più attese di tutta l’avventura azzurra a Rio. L’oro l’aspetta dopo nove successi di tappa consecutivi nel circuito di Coppa del Mondo spalmati in tre anni, dal 2014 al 2016. Solo di recente, a Varsavia, ha mancato il gradino più alto del podio, “fermandosi” al secondo posto. In Europa non ha rivali, al mondo si è presa anche un titolo iridato under 17 prima di iniziare a dominare anche con le più grandi. E’ una storia di sport ma è anche una storia di vita. E’ la storia di Bebe, dal 2012 imbattuta ai Campionati Italiani. Una storia che a soli 19 anni può già entrare nell’Olimpo.

 

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Twitter: @FCaligaris

Foto da: Augusto Bizzi/Federscherma

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