Scherma, Paralimpiadi Rio 2016: Bebe Vio, la ragazza nata per vincere

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Chiusi in uno stanzino, ripensando ai problemi di tutti i giorni che attanagliano la nostra coscienza, arriva una luce dal Brasile che trasforma i pianti in sorrisi ed il suo nome è Beatrice ‘Bebe’ Vio. Viso angelico ma grinta e determinazione di una tigre affamata, la 19enne, nata per vincere nella scherma, ha chiuso il cerchio di successi della sua breve e sfolgorante carriera centrando anche l’oro paralimpico del fioretto sconfiggendo la cinese Zhou Jingjing (15-7).

Una storia bellissima la sua che val la pena di essere raccontata. Colpita nel 2008 da una meningite fulminante che le causa una necrosi agli arti, tale da ritenersi necessaria l’amputazione, Bebe inizia la sua lotta con la vita avvicinandosi all’arte del fioretto. Grazie ad una protesi particolare per sostenere l’arma la Vio si trasforma da sfortunata ragazzina afflitta da un male imprevisto in una predatrice delle pedane.

Il suo amore a prima vista con la disciplina si manifesta da subito grazie alle vittorie, nel giugno del 2014, degli Europei di Strasburgo nel fioretto individuale ed a squadre e dei Mondiali di Eger  nell’anno successivo. Una marcia trionfale che non si arresta mai, con tappa di transito nel 2016 a Casale Monferrato, dove nella finale per l’oro continentale la russa Irina Mishurova viene “umiliata” col punteggio di 15-2.

Ed ecco in Brasile, nel momento più importante della giovane vita agonistica di Bebe, atleta dai mille sorrisi che vive il suo sport, con voglia di vincere ma soprattutto con divertimento. Una lezione di vita la sua, nei confronti di chi è lì a pensare e ripensare a ciò che non va quando la soluzione  è una sola: accettarsi per quello che si è.

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Twitter: @Giandomatrix

Immagine: pagina FB Bebe Vio

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