Scherma: il nuovo quadriennio della sciabola maschile. Si riparte da Curatoli e da molti e ottimi giovani

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La sciabola maschile azzurra riparte con nuove ambizioni e con un nuovo progetto che deve portare a Tokyo 2020. In Giappone non si sa ancora se ci sarà Aldo Montano, che potrebbe aver chiuso la sua parentesi olimpica a Rio de Janeiro. Il livornese ha avuto un anno difficile, con l’infortunio alla spalla che ha condizionato moltissimo l’avvicinamento all’appuntamento a Cinque Cerchi. Aldo resta comunque uno straordinario campione e a Tokyo tornerà la prova a squadre ed un elemento della sua classe ed esperienza potrebbe aiutare molto gli azzurri a salire nuovamente sul podio.

Rio 2016 molto amara per Diego Occhiuzzi, che arrivava in Brasile dopo un anno alla ricerca del pass olimpico. Una prova terminata subito al primo turno, ma il campano è comunque pronto a ripartire e resta sciabolatore di grande affidabilità e che sa comunque salire sul podio anche in appuntamenti importanti (vedi Londra 2012)

Il prossimo quadriennio deve essere quello di Luca Curatoli. Il campano ha sfiorato la qualificazione all’Olimpiade di Rio, perdendo il duello interno proprio con Occhiuzzi proprio nell’ultima tappa di Coppa del Mondo che dava punti necessari per il pass olimpico. Curatoli è certamente l’azzurro sul quale puntare maggiormente in questi quattro anni, un talento cristallino e che deve solo definitivamente sbocciare tra i grandi. A Tokyo 2020 arriverà con la giusta maturità e con l’obiettivo di conquistare una medaglia.

Protagonisti saranno anche Enrico Berrè e Luigi Samele, quest’ultimo estromesso dal quartetto della prova a squadre da Luca Curatoli. Entrambi hanno una grande voglia di riscatto dopo una stagione che non è andata come speravano, ma restano altre due carte importanti per il ct Giovanni Sirovich.

La sciabola però è una di quelle armi dove il ricambio generazionale non si farà attendere, perchè ci sono giovani molto forti in rampa di lancio. Nell’ultimo mondiale categoria giovani il quartetto Dario Cavaliere, Federico Riccardi, Leonardo Dreossi ed Eugenio Castello ha conquistato la medaglia d’argento, ma è soprattutto Matteo Neri a destare la maggior attenzione. In un anno ha vinto il titolo europeo e quello mondiale della categoria cadetti (under 17) ed è certamente uno dei migliori prospetti della scherma italiana.

 

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foto di Augusto Bizzi per Federscherma

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