Paralimpiadi Rio 2016, Alex Zanardi: “Se mancano i soldi, per rispetto degli atleti, meglio non farle che farle male”

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Alex Zanardi è certamente uno degli atleti simbolo della squadra italiana alle Paralimpiadi di Rio 2016. Il campione azzurro ha rilasciato un’intervista a La Stampa. Ecco alcuni punti dalle colonne del quotidiano piemontese.
Prima di tutto un commento sulla possibile mancanza di fondi in Brasile per le Paralimpiadi: “Odio fare quello che critica in anticipo, ma se il Presidente del comitato paralimpico lancia l’allarme vuol dire che il problema esiste. Sarebbe un peccato se, spesi tutti i soldi per nostri cugini normodotati, alle Paralimpiadi fosse diverso. Per rispetto degli atleti meglio non farle che farle male.
A Londra l’esempio mio e di molti altri ha spinto tanti ad uscire di casa, a mostrarsi, a fare sport. E un disabile che fa sport rischia meno di ammalarsi, quindi pesa meno sulla sanità. Se non è questo un ritorno economico, oltre che sociale”.

A Rio 2016 alle Paralimpiadi non ci sarà la Russia: “Ero in ritiro collegiale quando è arrivata la notizia della positività di un australiano del ciclismo. Alcuni miei compagni gongolavano perchè così era uno in meno. Invece io sono ferito da un comportamento infame come il suo e alla fine anche gli altri hanno convenuto. Sono fiero che l’IPC abbia fatto quello che doveva, prendendo una decisione, mentre il CIO, delegando alle federazioni, ha agito da Ponzio Pilato. Non un bell’esempio”.

Alex comunque che prova a tendere una mano agli atleti più giovani: “Se beccano il quasi cinquantenne Zanardi, bisogna metterlo alla gogna, ma a vent’anni che testa puoi avere? Basta un manager sballato che ti dice che doparsi è giusto. I giovani vanno aiutati e non lasciati soli”.

Un accenno anche alla possibile Roma 2024 e se Zanardi è d’accordo sulla candidatura o se c’è paura di una possibile corruzione: “Chi non si farebbe inquietare? Fosse possibile affidare tutto a un unico commissario okay e basta prendere il più onesto. Ma è impossibile e noi italiani purtroppo siamo assuefatti all’idea che tanto fanno tutti così. I nostri nonni e padri non ragionavano così, siamo noi che ci dovremmo vergognare se scarichiamo tutte le colpe sui politici e poi invece di votare ad un referendum andiamo al mare. Detto questo, sarei orgoglioso che il mio paese ospitasse un’Olimpiade. Chiedo scusa ma non so dire se si o no”.

 

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