MotoGP: gli equilibri iridati dopo Misano. I ricordi del 2015 e cinque gare che possono dire ancora tanto

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Il confine tra il giornalisticamente oggettivo e lo straordinariamente realizzabile mette spesso in difficoltà. E vale per chiunque, nessuno escluso… Nonostante ciò, in questa sede cercheremo di attenerci esclusivamente ai numeri ed a quello che è stato, già fissato in appositi archivi, dunque, insindacabile…

Mancano cinque gare al tramonto del Motomondiale 2016. Un massimale di 125 punti ancora disponibili e tra Marc Marquez e Valentino Rossi quelli che li dividono sono 43: aritmetica di base alla mano, tutto è ancora possibile, stando a quanto visto in pista nelle tredici tappe iridate fin qui andate in scena, un po’ meno di “tutto”…

Valentino Rossi, non c’è nemmeno bisogno di sottolinearlo, anche quest’anno ci proverà fino alla morte (agonistica), abituato com’è alle battaglie, alle imprese, a lavorare al massimo delle sue possibilità. Anche per “il” motociclista contemporaneo per antonomasia 43 punti possono essere tanti, troppi da azzerare in cinque gare, a maggior ragione al cospetto di un altro Campione vero come Marc Marquez. Oh, non abbiamo certo dimenticato Jorge Lorenzo, attualmente a 18 punti dal compagno di squadra.

Il precedente del Mondiale 2015, però, seppur vissuto dall’altra parte della barricata e con meno punti di vantaggio rispetto al contendente del momento (Lorenzo, a -23 dal Dottore), ci ricorda che l’impossibile “sportivo” non esiste per nessuno. Figurarsi nel vorticoso mondo dei Motori, dove variabili come il meteo, le cadute e i guai meccanici possono ribaltare in un amen situazioni apparentemente consolidate…

Tornando alla realtà effettuale delle co(r)se, il trend attuale della MotoGP ci racconta di un Valentino Rossi capace di far meglio del rivale spagnolo nelle ultime quattro gare, in cui tuttavia è sempre mancata la vittoria tanto al tavulliese quanto a Marquez, che da par suo si sta sforzando in ogni modo di vestire gli asfissianti panni – per un “istintivo” come lui! – del ragioniere/calcolatore, del pilota ormai maturo a cui potrebbe bastare marcare a uomo il vecchio marpione italiano, evitando rischi eccessivi, per indossare la quinta Corona della sua già eccezionale carriera.

In qualche GP Marc ci è riuscito, in altre occasioni un po’ meno. Di sicuro, ora dovrà essere il Dottore a compiere il classico miracolo sportivo: provare a vincere una, due, tre, quattro o addirittura cinque gare sui cinque tracciati “maledetti” dove lo scorso anno non trionfò mai, lasciando sull’asfalto tutto il vantaggio accumulato su Lorenzo durante una stagione eccellente. Paradossalmente, potrebbe non bastare nemmeno un pazzesco 125/125 ed ecco che entra in scena l’altrettanto classica “gufata” all’avversario…

Attenzione attenzione! Gufata (termine sdoganato da tempo, ma da non confondere con un volere il “male” di un collega) non da parte nostra, che ci stiamo attenendo solo ai numeri ed al già accaduto di cui sopra, ma da parte dello stesso Rossi, purtroppo consapevole al 100% che in situazioni come queste può non bastare essere perfetti…

Misano ha regalato una buona dose di entusiasmo ai tifosi di VR46 con il suo responso “Rossi 2°-Marquez 4°” (il primo posto sarebbe stata una mezza bomba emozionale e motivazionale, al di là dei 5 punti in più), ma il centauro di Cervera può contare ancora su un 3-2 in suo favore, in quanto a vittorie stagionali (9 a 7, i podi complessivi), e soprattutto su quei famosi 43 punti di vantaggio nella classifica che più conta. Fra i ricordi del 2015 e cinque gare che possono dire ancora tanto, ci sono proprio loro: l’unica sentenza già scritta, oggi. Onore a colui il quale s’è dimostrato fin qui il migliore e buon finale di Motomondiale 2016!

giuseppe.urbano@oasport.it

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