Taekwondo, Molfetta in ESCLUSIVA: “Mi ritiro ma resto nel giro della Nazionale. Tokyo? Siamo un bel gruppo. E su Roma 2024…”

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Un palmarès da fuoriclasse assoluto, impreziosito dall’oro olimpico di Londra 2012 nella categoria +80 kg. Carlo Molfetta lascia l’attività agonistica con la consapevolezza di aver aperto un varco per le future generazioni che si accingeranno ad intraprendere la nobile arte del taekwondo, di cui è stato il più brillante protagonista azzurro dell’ultimo decennio. Indimenticabile la sua cavalcata nel torneo olimpico londinese. Molfetta ha affrontato tutti i migliori interpreti della sua categoria: il tagiko Alisher Gulov, battuto per 7-3, il cinese Liu Xiabo, sconfitto per ko all’inizio del 1º round, e il maliano Daba Modibo Keita, anche lui eliminato nelle ultime battute di un’epica semifinale. Tra lui e la medaglia più preziosa c’era soltanto l’atleta del Gabon Anthony Obame, in vantaggio per 9-4 a meno di due minuti dalla fine. Ma Carlo non si è arreso e si è portato in parità, chiudendo i tempi regolamentari sul 9-9. Il golden point non è bastato a chiudere la contesa e allora ci hanno pensato i giudici a consegnare la vittoria all’atleta di Mesagne, un premio meritato ad una carriera da fenomeno assoluto.

Carlo, perché hai deciso di lasciare l’attività agonistica?
Dopo aver mancato la qualificazione a Rio, mi sono concesso un po’ di tempo per riflettere sul mio futuro. Non avevo alcuna voglia di fare scelte affrettate e ho ponderato la mia decisione dopo un’attenta analisi. Sono giunto alla conclusione che fosse meglio chiudere adesso la carriera perché credo sia la cosa più giusta da fare ora. Non avrei accettato l’idea di gareggiare da ‘vecchio’ senza essere realmente competitivo per la vittoria”.

Meglio, quindi, ritirarsi da campione?
Beh, in tal caso avrei dovuto farlo il giorno seguente all’oro olimpico, ma credo che dopo un successo del genere sia opportuno riprovarci. Ero convinto di avere ancora qualche cartuccia da sparare, ma gli infortuni e le nuove regole per la qualificazione olimpica mi hanno penalizzato”.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Sto per inaugurare nel quartiere dell’Eur la scuola di taekwondo del San Gabriel Gymnasium. Insegnerò questa nobile arte ai giovani, ma resterò comunque nel giro della Nazionale (è stato eletto consigliere federale in rappresentanza degli atleti, ndr) per aiutare gli atleti azzurri con la mia esperienza”.

In qualità di ambassador della candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024, credi che la Capitale abbia ancora qualche chance di ospitare i Giochi fra otto anni?
“Certo che ci credo. Finché non sarà diramato un comunicato ufficiale che renda nota un’eventuale rinuncia alla candidatura, continuerò a promuovere questo straordinario evento. Ho sempre affrontato la vita con atteggiamento positivo, altrimenti non avrei neppure vinto l’oro. Perdere un’occasione del genere sarebbe un peccato. Le Olimpiadi in casa potrebbero dare una forza impensabile all’Italia ed anche i vantaggi per lo sport azzurro sarebbero enormi”.

A Rio nessun rappresentante del Bel Paese è riuscito a qualificarsi nelle categorie olimpiche del taekwondo. In ottica Tokyo, quali prospettive immagini per le ambizioni dell’Italia?
Sono convinto che ci siano molti atleti italiani di grande valore, ma preferisco non sbilanciarmi sui nomi perché so cosa vuol dire per un giovane vivere con la pressione di dover vincere a tutti i costi. Ho notato che anche tra junior e cadetti figurano elementi di spessore che assicureranno al teakwondo azzurro grandi soddisfazioni. Abbiamo tutte le carte in regola per costruire una squadra importante in vista delle Olimpiadi del 2020. D’altra parte, un altro ‘zero’ a Tokyo sarebbe un fallimento anche per me, ma credo che stavolta potremo divertirci”.

Potrà essere magari un tuo allievo ad emulare le gesta del maestro?
Sarebbe bello, ma le cose non si improvvisano dall’oggi al domani. Per costruire un atleta di livello olimpico occorrono più di quattro anni, anche se l’idea di trasmettere la mia esperienza a un futuro campione mi stuzzica molto”.

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Foto: Facebook Federazione Taekwondo

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