Judo, Paralimpiadi Rio 2016: da Cherniak a Gogotchuri, le storie dei judoka paralimpici

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Alle Paralimpiadi di Rio 2016 il judo metterà in palio tredici medaglie d’oro, ma in nessuna di queste categorie – sette maschili e sei femminili – saranno presenti atleti italiani. Non mancheranno comunque i motivi d’interesse: ecco alcune delle storie più interessanti tra i judoka ipovedenti che vedremo all’opera in Brasile.

Una delle atlete più note al pubblico del judo è la ventottenne ucraina Inna Cherniak, sorella gemella di quella Maryna Cherniak che ha disputato le Olimpiadi nella categoria 48 kg. Inna, che combatte attualmente nella categoria 57 kg, era una judoka di buon livello, ed in gioventù conquistò una medaglia d’argento ai Campionati Europei cadetti, ma dal 2013 una malattia della vista l’ha condizionata eccessivamente, costringendola a passare alle competizioni paralimpiche. Lo scorso anno, Inna è tornata a combattere assieme alla sorella grazie agli European Games, dove sono state inserite nel programma due categorie di parajudo, ed ha ottenuto addirittura la medaglia d’oro.

Ventinovenne georgiano, Zviad Gogotchuri è una vecchia conoscenza del mondo del judo nella categoria 90 kg: nel 2014, in particolare, vinse il Grand Prix di Tbilisi battendo in finale l’azzurro Walter Facente. La perdita progressiva della vista a causa di una malattina lo ha costretto a passare al judo ipovedenti, dove ha subito conquistato grandi risultati, vincendo sia il titolo europeo che quello mondiale, ma nel frattempo l’atleta caucasico ha continuato a combattere tra i normodotati, terminando secondo ai Campionati Georgiani ed ottenendo l’argento all’European Cup di Bratislava, senza dimenticare l’ultima partecipazione al Grand Prix di casa.

Come Gogtchuri, anche l’azero Ilham Zakiyev si allena spesso con la nazionale dei normodotati, ed è diventato uno dei principali protagonisti della massima categoria di peso, la +100 kg. Campione paralimpico nel 2004 e nel 2008, nonché medagliato di bronzo nel 2012, vanta due titoli europei ed il successo ai Giochi Paralimpici di Baku, davanti al suo pubblico.

Atleta della categoria 73 kg, il quarantenne francese Cyril Jonard vanta l’oro paralimpico di Atene 2004 e l’argento conquistato nella successiva edizione a Pechino. Bronzo agli ultimi Europei di parajudo e nove volte campione mondiale, soffre della sindrome di Usher, che gli ha causato la perdita progressiva della vista, ma rispetto agli altri judoka ha anche un altro grande svantaggio, quello di essere sordo dalla nascita. Sposato con una brasiliana, avrà una grande motivazione nell’andare a cercare un nuovo podio a Rio de Janeiro.

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Immagine: EJU

giulio.chinappi@oasport.it

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