Golf, Ryder Cup 2016: il percorso. Le 18 buche dell’Hazeltine National Golf Club di Chaska

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Manca ormai pochissimo all’inizio dell’appuntamento golfistico più importante dell’anno, la 41esima edizione della Ryder Cup, che andrà in scena nella splendida cornice dell’Hazeltine National Golf Club di Chaska, nello Stato del Minnesota, dal 30 settembre al 2 ottobre 2016. Il percorso è di indiscusso fascino e complessità, ma adesso andiamo ad analizzare nello specifico le 18 buche che renderanno elettrizzante la sfida tra i protagonisti:

No. 1, 429 yards, par 4: la prima buca è circa 50 yards più corta rispetto a quella che contraddistinse l’edizione 2009 del PGA Championship. Bisognerà stare molto attenti al green, caratterizzato da livelli distinti, con un ripido pendio a separare la porzione anteriore dal resto.

No. 2, 429 yards, par 4: questa buca rappresenta già una ghiotta occasione per piazzare un birdie nelle fasi iniziali, fondamentale per acquisire fiducia nel resto del percorso. Il green è tuttavia “sorvegliato” dalla presenza di quattro bunker.

No. 3, 633 yards, par 5: il fairway molto ristretto sconsiglia un’approccio da sinistra, anche se bisognerà prestare attenzione ad un profondo bunker nell’area centrale.

No. 4, 210 yards, par 3: circondato da un bunker, il green dispone di un ripiano nella parte posteriore difficile da controllare e una zona pianeggiante nella parte anteriore. La pendenza non agevole aumenta dunque il rischio di incappare in un bogey.

No. 5, 352 yards, par 4: la possibilità di mirare rapidamente al green sarà influenzata dalla direzione del vento, vera variante in quella che una volta era la buca 14. Un bunker insidioso presidia la parte immediatamente antecedente al green.

No. 6, 642 yards, par 5: l’area del lay up è circondata da quattro trappole e a giudicare dalla distanza un approccio troppo frettoloso al green potrebbe davvero costar caro.

No. 7, 402 yards, par 4: buca difficilissima come testimoniato dalla presenza di un torrente sul lato sinistro del fairway. Non a caso, Johnny Miller ha ribadito che questo è stato probabilmente il Par 4 più difficile mai affrontato in carriera.

No. 8, 186 yards, par 3: green molto complicato circondato da bunker e acqua. Inoltre la pendenza che caratterizza la parte anteriore penalizzerà tutti i colpi non realizzati alla perfezione.

No. 9, 475 yards, par 4: l’area di atterraggio del tee è protetta da quattro bunker, così come il green rialzato ha tre livelli distinti che consigliano l’utilizzo delle zone laterali.

No. 10, 452 yards, par 4: buca estremamente complessa vista l’influenza che potrebbe essere rappresentata dal lago Hazeltine, fattore da non sottovalutare assolutamente per un corretto approccio al green.

No. 11, 606 yards, par 5: due bunker sul lato destro rendono consigliabile l’approccio al green passando per il lato sinistro. Attenzione però alla ripidità del terreno, a cui si aggiunge l’insidia creata dalla presenza di quattro trappole.

No. 12, 518 yards, par 4: si tratta di una delle buche più difficili che si possono incontrare su un campo da golf, considerata anche la presenza di tre bunker che rendono la percentuale di errore davvero altissima.

No. 13, 248 yards, par 3: La superficie è caratterizzata da uno stagno posto sulla sinistra, alberi sulla destra, e un bunker a presidiare lo spazio centrale.

No. 14, 448 yards, par 4: anche in questo caso l’area di atterraggio del tee è posta in prossimità dei fairway laterali. Da evitare assolutamente la parte anteriore contraddistinta da un bunker profondo e un fairway ruvido.

No. 15, 405 yards, par 4: buca insidiosa se si considera la presenza dei boschi su entrambi i lati del fairway. Da non sottovalutare nemmeno l’acqua che presidia la zona anteriore al green.

No. 16, 572 yards, par 5: l’acqua presidia ancora una volta lo spazio alla sinistra del green, con bunker pronti ad inghiottire qualsiasi approccio non ponderato o frettoloso. Buca che lascia comunque aperta la possibilità per un birdie.

No. 17, 176 yards, par 3: il green è circondato da acqua e sabbia, con tre bunker sul lato sinistro e un pericolo anche sulla destra. La superficie molto piatta del green lascia comunque la chance di un birdie per qualsiasi giocatore che approcci in maniera aggressiva.

No. 18, 432 yards, par 4: tre fairway bunker sono posti su entrambi i lati della zona di atterraggio del tee, rendendo questa buca una delle più difficili da interpretare. Un approccio sbagliato potrebbe compromettere sul più bello lo sforzo realizzato sino a quel momento.

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Foto: Profilo Twitter Ryder Cup

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