Golf, Open d’Italia 2016: i favoriti. Willett e Kaymer in pole, Westwood mina vagante

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L’Open d’Italia più ricco di sempre è ormai alle porte e l’allettante montepremi da 3 milioni di euro intriga tutti i 156 partecipanti del torneo golfistico più importante del Bel Paese, una rassegna che quest’anno potrà vantare la presenza di diverse figure di spicco del panorama internazionale, smaniose di aggiungere al proprio palmarès un prestigioso successo sul prato del Golf Club Milano, ricavato all’interno del suggestivo scenario del Parco di Monza. L’imprevedibilità di questa disciplina impone cautela nei pronostici, ma un ristretto gruppo di favoriti sembra poter godere di un discreto margine sugli avversari in virtù dei recenti risultati e del credito acquisito nel corso degli anni.

A partire con i favori del pronostico sarà l’inglese Danny Willett, recente trionfatore dell’Augusta Masters, torneo nel quale ad aprile si è consacrato come star internazionale imponendosi a sorpresa ai danni del fuoriclasse Jordan Spieth. Willett è il leader della money list dell’European Tour e sarà sicuro protagonista di un evento impreziosito dalla presenza di tanti altri campioni. Il tedesco Martin Kaymer, in particolare, può vantare in carriera ben due Major, il PGA Championship 2010 e lo US Open 2014, e scenderà sul garden con una forte sete di rivalsa dopo la beffa dello scorso anno, quando l’outsider svedese Rikard Karlberg gli soffiò la vittoria al play-off, aggiudicandosi il trofeo tra lo stupore generale. Non sarà da sottovalutare l’inglese Lee Westwood, ex numero 1 al mondo, nominato giocatore dell’anno dell’European Tour nel 1998, 2000 e 2009. Il britannico è apparso in forma tutt’altro che smagliante nelle ultime apparizioni, ma il guizzo del fuoriclasse non gli manca e, qualora dovesse trovare il feeling giusto, potrebbe dare filo da torcere a chiunque. La prima fascia è completata dallo svedese Robert Karlsson, vincitore di 11 tornei dell’European World Tour, dall’irlandese Padraig Harrington, vincitore di ben tre major a cavallo tra il 2007 e il 2008, e dal sudcoreano Y. E. Yang, uscito trionfante dall’indimenticabile testa a testa con Tiger Woods nel PGA Championship 2009.

La schiera degli outsiders è altrettanto nutrita. Gli inglesi Matthew Fitzpatrick, Chris Wood e Andy Sullivan e lo spagnolo Rafael Cabrera Bello, tutti già certi di far parte della selezione europea per la prossima Ryder Cup, dispongono delle credenziali per portare a casa il trofeo, al pari dell’estroso spagnolo Miguel Angel Jiménez e del belga Nicolas Colsaerts, capaci di tirare fuori il coniglio dal cilindro ma anche di finire nelle retrovie senza mai impensierire il gruppo di testa. La compagine orientale, oltre a Yang, potrà far leva sui thailandesi Thongchai Jaidee e Kiradech Aphibarnrat e sull’indiano Anirban Lahiri, che fanno parte ormai da anni del gotha internazionale della disciplina. Nel nutrito gruppo delle possibili sorprese si innestano anche gli italiani Francesco ed Edoardo Molinari, Matteo Manassero, Nino Bertasio e Renato Paratore, i quali proveranno a contrastare un dominio straniero che dura ormai da dieci anni, dato che l’ultimo trionfo di un atleta azzurro risale al 2006 grazie all’exploit di Francesco Molinari.

L’attesa, in ogni caso, sta per concludersi e, a partire da giovedì, gli atleti giocheranno a carte scoperte, dando vita ad uno spettacolo che incoronerà domenica il vincitore del 73° Open d’Italia.

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Foto: Twitter PGA

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