Giro di Lombardia 2016: Diego Ulissi e Fabio Aru le punte azzurre

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Con il successo di Vincenzo Nibali di un anno fa, l’Italia ha ritrovato la vittoria in una Classica monumento che mancava dal 2008 proprio al Giro di Lombardia: assente lo Squalo, chi tra gli azzurri potrebbe salire sul gradino più alto del podio?

Per rimanere in casa Astana, Fabio Aru dovrebbe avere i gradi di capitano. Le tante salite dovrebbero avvantaggiare il sardo, che in line teorica fa del fondo una delle sue armi migliori. Nel 2016 non ha mai brillato e anche nelle ultime uscite ha palesato dei limiti: potrebbe comunque lasciare il segno. Con lui Diego Rosa, fondamentale un anno fa per Nibali ma come il compagno lontano dalla forma di 12 mesi or sono.

Diego Ulissi ha bisogno di un risultato di prestigio: il livornese, che sulla carta ha tutto per essere competitivo nelle Monumento più impegnative, fino ad ora ha sempre faticato ad esprimersi al meglio, complice anche il chilometraggio elevato che resta un punto debole, anche se meno rispetto al passato. L’alfiere della Lampre-Merida deve provare a resistere e poi piazzare la stoccata, vista in un paio di occasioni quest’anno al Giro d’Italia, nel finale.

Molto interessante la Cannondale-Drapac: nonostante un capitano come Rigoberto Uran, la formazione statunitense potrebbe adottare un atteggiamento aggressivo con Davide Formolo, Moreno Moser e Davide Villella, tutti in buona condizione. Il loro ruolo potrebbe essere quello di attaccare tra i 50 e 20 chilometri dalla conclusione, dove ogni azione, se ben nutrita, potrebbe rivelarsi decisiva.

Compito simile anche per Gianluca Brambilla (Etixx-QuickStep), nonostante pare aver perso lo smalto, brillantissimo, della Vuelta a España. Tra gli altri, potrebbero fare bene anche Giovanni Visconti (da capire se ci sarà Valverde in casa Movistar), Domenico Pozzovivo (Ag2r) e l’esperto Davide Rebellin (CCC Sprandi Polowice).

Twitter: @Santo_Gianluca

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gianluca.santo@oasport.it

Foto: Valerio Origo

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