Ginnastica, Simone Biles: permessi per usare sostanze illecite fin dal 2012? Motivo la sindrome ADHD?

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Simone Biles avrebbe avuto il permesso di utilizzare sostanze proibite dalla WADA fin dal 2012. Questo è quanto traspare dai documenti pubblicati oggi dagli hacker che hanno bucato i server dell’agenzia mondiale antidoping.

La ginnasta che ha dominato la disciplina nell’ultimo quadriennio avrebbe ottenuto i certificati di utilizzo di medicine illecite nel mondo sportivo per “fini terapeutici”. Non si conoscono ancora le motivazioni dettagliate, ma stando ad alcune indiscrezioni la 19enne di Columbus sarebbe stata autorizzata all’uso perché affetta da ADHD (sindrome da deficit di attenzione e iperattività).

La cronistoria è abbastanza semplice, ancora da definire nei dettagli anche se da più parti giungono conferme sulla veridicità dei documenti estrapolati dagli hacker.

 

Il 20 settembre 2012 Simone Biles sarebbe stata autorizzata ad assumere 15mg al giorno di anfetamine. Ai tempi la ginnasta era ancora una junior e solo gli addetti ai lavori la conoscevano. La concessione aveva validità di un anno esatto.

Il 13 settembre 2013, prima di volare ad Anversa dove avrebbe vinto il suo primo titolo mondiale, l’atleta chiedeva una proroga della concessione per la stessa sostanza: accordata fino al 12 settembre 2014. Periodo che verrà esteso fino al 6 dicembre 2014, visto che a fine 2013 era stato richiesta una concessione per l’aumento del dosaggio 15mg+10mg, sempre per ogni giorno.

Il 6 dicembre 2014 arriverà un’esenzione per assunzione di dexmethylphenidate (Focalin XR): 15mg+10mg al giorno. Il permesso si protrarrà fino al 2018.

 

Sarebbe proprio il methylphenidate la sostanza a cui Simone Biles sarebbe risultata positiva durante i test antidoping delle Olimpiadi di Rio 2016: 11 agosto (finale all-around, vinta), 14 agosto (finale al volteggio, vinta), 15 agosto (finale alla trave, bronzo), 16 agosto (finale al corpo libero, vinta).

Naturalmente avendo le dovute certificazioni, la positività era “autorizzata” e quindi Simone Biles non incappava in alcuna squalifica. Se dovesse essere confermata la veridicità di questi documenti, l’atleta non rischierebbe nulla: non ha commesso illeciti perché aveva i dovuti permessi.

 

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