F1, Ferrari: strategie poco convincenti e l’annata dei ‘se’ e dei ‘ma’ prosegue

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Ci perdonerà il Team Principal Maurizio Arrivabene se ci cimenteremo nuovamente nell’arte della “ingegneria del giorno dopo” valutando quanto avvenuto a Singapore in casa Ferrari. Un quarto e quinto posto conquistati da Kimi Raikkonen e Sebastian Vettel ai quali si può dire poco o nulla per la consistenza della loro gara. Una prestazione d’attacco e solidità per entrambi che ha portato il finlandese ad essere in lotta per il podio con la Mercedes di Lewis Hamilton ed il tedesco a rimontare dall’ultima posizione, dopo i problemi alla barra antirollio delle qualifiche. Tuttavia, trovandoci a parlare di una Rossa fuori dal podio lodando la guida dei due piloti, è evidente che la valutazione negativa verta su altri aspetti.

In primis la strategia poco convincente nell’ultima fase di corsa quando Raikkonen si è trovato in terza posizione, rientrando ai box, con un giro di ritardo rispetto ad Hamilton, e pagando caramente questa scelta. Sarebbe stato meglio rischiare con quelle mescole, visto il vantaggio considerevole di cui godeva il finnico e le difficoltà nel superare su un circuito cittadino? Probabilmente si e quest’idea viene rafforzata dalle considerazioni che lo stesso Kimi ha fatto ai giornalisti, ammettendo di non aver compreso quel rientro. Un vero peccato, perchè l’iridato del 2007 aveva mostrato gli artigli in pista, sorpassando con grande grinta e decisione Lewis nella fase centrale della gara.

Prosegue dunque questo 2016 dei ‘se’ e dei ‘ma’ che annovera anche i guai tecnici capitati a Vettel senza i quali, non è da escludere, Seb sarebbe potuto essere della partita per la top 3. Su un tracciato in cui ha trionfato quattro volte, il teutonico ha dimostrato di saper gestire le mescole magnificamente, costruendo sulla regolarità la sua grandiosa risalita. Sfortunatamente i guai tecnici capitati, come detto, il sabato li hanno impedito di esprimere il suo potenziale ed anche su questo i tecnici di Maranello dovranno interrogarsi.

Di fatto, gli avversari diretti per il secondo posto del Mondiale costruttori, vale a dire la Red Bull, si allontanano, grazie a Daniel Ricciardo, secondo a Singapore. In Malesia servirà un scatto d’orgoglio per cercare quantomeno di riconquistare la piazza d’onore nella graduatoria citata nonché il terzo nella classifica riservata ai piloti, appannaggio del pilota australiano in questo momento. La ridondanza di tale considerazione fa crede che essa sia più una speranza che un’aspettativa concreta.

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