Equitazione, Paralimpiadi Rio 2016: un’Italia ambiziosa verso i Giochi

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Inserito nel programma dei Giochi Paralimpici ad Atlanta 1996, il paradressage non ha mai regalato una medaglia all’Italia: a Rio 2016, però, potrebbe essere sfatato questo tabù. Quattro anni fa, infatti, arrivò un quarto posto con Sara Morganti, ma questa volta le premesse ci sono tutte per fare meglio anche rispetto a Londra 2012.

Partiamo da un primo dato: l’Italia, affidata al tecnico Laura Conz, è stata esemplare nel percorso di qualificazione ai Giochi, tanto da guadagnarsi il primo posto nel ranking paralimpico, posizione che le permetterà di schierare quattro binomi nelle prove delle Paralimpiadi di Rio 2016. Anche se il ranking non includeva le prime tre squadre degli ultimi Mondiali (Gran Bretagna, Paesi Bassi e Germania), resta comunque una classifica che testimonia dell’ottimo valore dei binomi azzurri, e della possibilità di lottare per una medaglia nella prova a squadre, dove l’Italia fu decima nella passata edizione.

A livello individuale, invece, l’indiziata numero uno per puntare al podio è la già citata Sara Morganti, che con Royal Delight ha già ottenuto grandi risultati nel Grado Ia. La quarantenne toscana, infatti, è stata una delle grandi protagoniste dei Giochi Mondiali di Caen 2014, dove ha vinto una medaglia d’oro ed una d’argento, mentre ai Campionati Europei è stata quattro volte medagliata di bronzo, salendo sul podio anche lo scorso anno a Deauville.

Grandi progressi ha fatto segnare anche la ventisettenne Francesca Salvadè, che in sella a Muggel 4 proverà a migliorare i due quattordicesimi posti che ottenne a Londra con Come On. Tornerà ai Giochi anche Silvia Veratti, classe 1961, in gara come nel 2012 su Zadok, mentre la novità rispetto all’edizione londinese è rappresentata da Luigi Ferdinando Acerbi, in gara con Quasimodo di San Patrignano. Intanto, il quartetto azzurro ha già ottenuto uno speciale premio di partecipazione di 8.000 euro per la qualificazione raggiunta.

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giulio.chinappi@oasport.it

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