Ciclismo, Paralimpiadi Rio 2016: Francesca Porcellato, l’emblema della sportiva eclettica

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Nata a Castelfranco Veneto il 5 settembre 1970, Francesca Porcellato è una delle più grandi atlete paralimpiche italiane di sempre, e la sua notorietà va ben oltre i confini nazionali. Anche ai Giochi Paralimpici di Rio 2016 sarà una delle protagoniste, questa volta nel ciclismo, dove proverà ad andare a medaglia nel terzo sport diverso nel corso della sua lunghissima carriera.

Rimasta paraplegica a soli diciotto mesi, quando fu investita da un camion, Francesca Porcellato ha da sempre dimostrato una grande passione sportiva: “Quando mi hanno dato la prima carrozzina l’unica cosa a cui ho pensato è stata quella di farla andare più veloce che potevo“, ha raccontato in un’intervista a Sky. La sua carriera di alto livello ebbe inizio nell’atletica, dove si dimostrò capace di andare sul podio in tutte le distanze, dai 100 metri alla maratona. Le prime medaglie arrivarono a Seoul 1988, con due ori, un argento e due bronzi, ed alla fine della prima parte della sua carriera, saranno dieci le medaglie paralimpiche nell’atletica.

Dopo Atene 2004, Porcellato decide di aprire un nuovo capitolo, dedicandosi allo sci di fondo, disciplina che le regala la medaglia d’oro nella sprint di Vancouver 2010. Dopo aver preso parte anche ai Giochi di Sochi 2014, questa volta senza conquisatre medaglie, decide di passare al ciclismo, aggiudicandosi subito una prova di Coppa del Mondo e poi dominando i Mondiali di Nottwil, dove, al suo esordio iridato, ha vinto sia la gara a cronometro che la corsa in linea della categoria H3.

Ora l’azzurra proverà a ripetere questi risultati anche ai Giochi Paralimpici, ma anche una sola medaglia la proietterebbe nell’Olimpo dello sport paralimpico internazionale: per lei si tratterebbe della dodicesima medaglia in tre discipline diverse nel corso di ventotto anni di attività paralimpica.

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giulio.chinappi@oasport.it

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