Ciclismo, Europei 2016: Sagan pigliatutto, domina a Plumelec. Ottima Italia ma non basta

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Peter Sagan - Foto: Pier Colombo


Chiamatelo Campione di tutto: Peter Sagan ha aggiunto al proprio personale palmares anche la vittoria della prima edizione dei Campionati Europei di ciclismo su strada aperta ai professionisti imponendosi con una volata di autentico strapotere sulla Côte de Cadoudal. Il circuito di Plumelec, piuttosto impegnativo, ha regalato una gara spettacolare e molto accesa, anche grazie ad un’ottima performance della squadra italiana che non ha raccolto il risultato sperato.

Partenza soft: nella prima fase di gara si è sviluppata una fuga di quattro uomini totalmente inoffensiva. Lindeman (Paesi Bassi), Lang (Svizzera), Bratashchuk (Ucraina) e Raid (Estonia) hanno presto guadagnato terreno sul gruppo che ha lasciato scappare il quartetto fino a oltre 11′ di margine. Da lì in poi le squadre dei favoriti hanno iniziato a lavorare, andando a diminuire drasticamente il loro vantaggio una volta entrati nella seconda metà di gara. Per l’Italia, ha tirato a lungo Valerio Conti.

Quando l’azione dei quattro sembrava ormai in via di esaurimento, con il solo Lindeman rimasto al comando, sono iniziati gli scatti dal gruppo. Tra i primi ad attaccare c’è stato anche Enrico Gasparotto ma per lunghe fasi nessuno è riuscito ad evadere e prendere margine. Solo a cinquanta chilometri dalla conclusione si è formato un gruppo interessante composto da Karol Domagalski (Polonia), Sergey Lagutin (Russia), Jan Polanc (Slovenia), Redi Halilaj (Albania), Nicolas Edet, Cyril Gautier (Francia), Ben Hermans, Jelle Vanendert (Belgio), Davide Villella, Fabio Aru (Italia), Sam Oomen e Bert-Jan Lindeman (Paesi Bassi), Fabian Lienhard (Svizzera), Karel Hnik (Rep.Ceca), Simon Geschke (Germania), Peter Pruus (Estonia), David De La Cruz, Omar Fraile (Spagna) e Sergio Paulinho (Portogallo). Nel giro di pochi istanti hanno preso oltre 1′ di vantaggio ma il gruppo, condotto dal Belgio, ha chiuso a tre giri dalla conclusione. Polanc e Lienhard, ultimi rimasti davanti al gruppo, sono stati ripresi a due tornate dal termine grazie al lavoro sempre di un Belgio molto attivo.

Poco dopo il terzultimo scollinamento sulla Côte de Cadoudal il gruppo si è frazionato anche a causa di una caduta e si sono avvantaggiati Philippe Gilbert, Tiesj Benoot, Ben Hermans (Belgio), Moreno Moser, Giovanni Visconti, Fabio Aru (Italia), Paul Martens, Paul Voss (Germania), Cyril Gautier (Francia), Diego Rubio (Spagna), Huub Duijn, Sam Oomen (Paesi Bassi), Matthias Frank, Sebastien Reichenbach (Svizzera), Karol Domagalski (Polonia), Matija Kvasina (Croazia) e Sergei Lagutin (Russia). Attentissimi gli azzurri, entrati in tutti i tentativi di spessore. Il gruppo, guidato da Francia e Spagna, ha provato a limitare i danni, mantenendosi ad una trentina di secondi di distacco nella prima fase dell’inseguimento.

Ancora una volta, il tentativo è stato stoppato in salita, con il gruppo lanciatissimo e rientrato in concomitanza con lo striscione dell’ultimo chilometro. Subito dopo il transito, attacco deciso di Moreno Moser in discesa: il trentino è riuscito a guadagnare un buon vantaggio, prossimo ai 20”. Sull’ascesa finale ha provato a scaatare Mathias Frank, ma il suo attacco è durato pochissimo. Molto meglio ha fatto Davide Villella, che si è riportato su Moreno Moser ed è entrato nell’ultimo chilometro con vantaggio sul resto del gruppo.

Dani Moreno ha ripreso l’azzurro lanciando una volata lunghissima e Peter Sagan, alle sue spalle, ha sfruttato la situazione per sprintare al momento giusto e aggiungere al titolo di Campione del mondo anche quello di Campione europeo, ma in discussione da quando si è alzato sui pedali. Seconda posizione per il francese Julian Alaphilippe, mentre lo spagnolo Moreno ha conquistato la medaglia di bronzo. Ancora Francia in quarta posizione con Samuel Dumoulin mentre Diego Ulissi ha chiuso in nona posizione, forse senza energie nella fase finale e decisiva di gara.

Twitter: @Santo_Gianluca

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gianluca.santo@oasport.it

Foto: Pier Colombo

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