Calcio femminile: la leggendaria Patrizia Panico, prima donna ad allenare una nazionale italiana maschile

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Non smette mai di stupire Patrizia Panico. Dopo aver chiuso la propria carriera, al termine della stagione 2015-2016, caratterizzata da più di 700 goal in carriera, indossando le maglie di Lazio, Torino, Modena, Milan, Bardolino, Bardolino, Verona, Fiorentina e Torres, ottenendo il titolo di capocannoniere per dodici volte, aggiudicandosi ben 10 Scudetti, 5 Coppe Italia e 8 Supercoppe italiane e detenendo il record di presenze e marcature con la maglia azzurra (107 goal in 196 partite superando Elisabetta Vignotto  a quota 102 reti e Carolina Morace con 105 realizzazioni), la 41enne laziale vuol continuare a scrivere pagine di storia calcistica essendo la prima donna ad allenare una nazionale italiana maschile, vale a dire l’Under 16, in qualità di assistente tecnico nello staff di Daniele Zoratto.

Una notizia passata quasi sotto silenzio in un ambiente che vede il calcio delle donne come una realtà a parte, quasi invisibile rispetto al movimento degli uomini. Parità ed uguaglianza sono stati i valori di cui spesso la stessa Panico si è fatta carico per tutelare la dignità del “Pallone in rosa”. Questo ruolo nella selezione italiana U16, pertanto, sottolinea la grande forza d’animo dell’ex giocatrice e nello stesso tempo il rispetto che è riuscita a ritagliarsi in un contesto così chiuso e conservativo. 

“È strano stare essere dall’altra parte”  – rivela la neo allenatrice intervistata dalla Gazzetta dello Sport – “Io ho 41 anni, loro 16. E per me questa differenza d’età è una grande fortuna perché, quando il passaggio dal campo alla panchina è così ravvicinato, c’è il rischio che i ruoli non siano ben definiti. Il giusto connubio uomo-donna dà più ampiezza alla costruzione della squadra – sottolinea l’ex calciatrice della nazionale aggiungendo la valenza della sensibilità femminile in quest’ambiente: Una guida solo maschile toglie completezza. Le donne sono un valore aggiunto“.

“Con i ragazzi ho un bel rapporto. C’è un bel clima negli spogliatoi. Hanno energia e tanta voglia di imparare. Tra noi c’è complicità e supporto reciproco. Sono felice, e di questo ringrazio il presidente Tavecchio e il direttore generale Michele Uva per l’occasione che mi hanno dato. Sarebbe bello se il mondo del calcio desse spazio anche ad altre ex calciatrici. A 30 o 35 anni smettono di giocare dopo aver dato tanto alla Nazionale, ma poi vengono dimenticate – la chiosa di Patrizia.

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Twitter: @Giandomatrix

Foto da pagina FB Patrizia Panico

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