Calcio a 5, Mondiali Colombia 2016: gli errori individuali sono fatali all’Italia contro l’Egitto

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Sì, questa volta la grinta c’è stata. L’Italia di calcio a 5 torna a casa, bloccata nuovamente da un qualcosa che il ct Roberto Menichelli è il primo a saper di dover trovare, analizzare e risolvere in vista del futuro, ma l’ottavo di finale mondiale contro l’Egitto è stato ben diverso dal quarto europeo contro il Kazakistan dello scorso febbraio. Lì gli azzurri ci hanno capito poco prima di tutto tatticamente, andando in confusione difensiva contro il portiere di movimento fisso dei propri avversari e perdendo nettamente per 5-2 con anche qualche errore di troppo del sempre preciso Stefano Mammarella. Con l’Egitto, questa notte in Colombia, il 4-3 ai supplementari per gli africani è invece maturato al termine di una partita equilibrata in cui, se l’Italia avesse vinto, nessuno avrebbe potuto dire niente.

Analizziamo la gara: pronti-via e subito tre occasioni limpide per la Nazionale, la migliore con Fortino in transizione che tira (forse debolmente) a botta sicura trovando le gambe di Gamal. L’Italia c’è, controlla il pallone e crea anche spunti pericolosi, ma dopo 6 minuti, quando l’Egitto si fa vedere per la prima volta dalle parti di Mammarella, prima Moza colpisce la traversa e poi Elashwal fa 1-0 girandosi aggirando con astuzia Kakà, non perfetto in copertura.

Palla al centro e subito 1-1: Murilo (fondamentale dopo l’infortunio). Ancora Italia in attacco e in effetti talvolta manca il ritmo dei giorni migliori. Quando Fortino viene ben studiato e neutralizzato manca l’imprevedibilità di Patias pronto a dargli il cambio. Il numero 10 Merlim non ha disputato un Mondiale memorabile, meglio ha fatto Honorio con otto assist. Di problemi però ce ne sono: qualche palla persa di troppo in attacco e fianco scoperto per le velocissime ripartenze africane. Non a caso al 17′ del primo tempo l’Egitto gode già di un tiro libero per il sesto fallo azzurro: Eid, comunque, conclude fuori.

Uno contro uno fatale al 18’36”: Moza va via a Giasson con una grande giocata (la qualità era prevedibile, ma qui c’è ben poco da dire, se non complimentarsi con l’avversario) e serve Elashwal tutto solo per il 2-1. Brava l’Italia a restare sempre in partita, ma anche fortunata a trovare il pareggio di Ercolessi con un tiro lentissimo che buca Gamal sotto le gambe. Nella ripresa la solfa non cambia con l’Italia spesso in avanti e il portiere egiziano che ritrova la giusta concentrazione. Il 3-2 (13’30”) lo firma Essam in contropiede, questa volta su palla persa da Honorio. Lo stesso azzurro dimostra comunque di dare il meglio di sé in fase offensiva, regalando poco dopo il pallone del 3-3 al solito Murilo. Il copione è chiaro: l’Italia fa la partita, l’Egitto sfrutta (bene) ogni minimo errore ma l’equilibrio e massimo e il numero delle conclusioni pende nettamente dalla parte della Nazionale (saranno 70-27 in totale), che pareggia anche il conto dei legni con un palo di Merlim.

Quindi, i supplementari. Un Mondiale può essere deciso anche (ma non solo) dal destino: gran girata di Fortino, tocco impercettibile ma decisivo di Gamal e palo esterno. Nel secondo tempo Romano difende malissimo su Elashwal, viene saltato e Mammarella può solo osservare il pallone che entra in rete. Un po’ di sfortuna ma anche due netti errori individuali, forse tre sommandone metà tra il primo e il secondo. Evidenti gli altri due, per altro fatali. L’Italia ha giocato molto meglio rispetto alla sfida contro il Kazakistan in cui è uscita dagli Europei tra qualche critica. Ma la difesa, in futuro, andrà registrata a dovere.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: Facebook Fifa Futsal World Cup

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