Boxe, Raffaele Bergamasco non sarà più il dt dell’Italia: “Mandato via senza motivo. Ho svecchiato la squadra, mi serviva più tempo”

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Raffaele Bergamasco non sarà più il direttore tecnico della Nazionale italiana di boxe. L’allenatore di Torre Annunziata paga i risultati negativi delle Olimpiadi di Rio 2016 (dove non sono arrivate medaglie, evento che non si verificava da Atlanta 1996), anche se gli va dato atto di aver lanciato un nuovo ciclo mirando su giovani di avvenire come Guido Vianello e Valentino Manfredonia. Per troppi anni il pugilato nostrano si era retto sulle imprese dei Russo, Cammarelle e Valentino, dimenticandosi di coltivare il vivaio. Bergamasco ha lavorato proprio su questo, ottenendo anche dei risultati. Evidentemente, non è bastato.

Bergamasco ha accolto la notizia con amarezza, come ha dichiarato in esclusiva ad OA Sport: “Erano 4-5 giorni che mi erano arrivate notizie. Oggi (ieri, ndr) c’era l’ultimo Consiglio federale, pensavo che ne parlassero, invece era già tutto deciso. La cosa che più mi ha amareggiato è che già da un po’ si pensava alla mia sostituzione. Non capisco la motivazione ed è quello che mi rammarica più di tutto. Secondo me i risultati sono arrivati, ma forse sono troppo di parte. Mi dispiace tanto. Ho rispettato i patti fatti con la Federazione che erano quelli di svecchiare la squadra e lavorare sui giovani, Credo che questi compiti siano stati mantenuti dal mio lavoro. Mi è un po’ dispiaciuto il comportamento dei dirigenti“.

L’ormai ex dt campano lamenta l’impossibilità di ottenere medaglie a causa del poco tempo a disposizione: “Chi è all’interno si rende conto, dall’esterno invece non è così. A volte si vuole per forza il risultato. Forse si sono accorti che il lavoro che avevo iniziato era troppo a lungo termine. In due anni e mezzo era impossibile sostituire i molti campioni che avevamo. Io ci ho provato, ma bisognava lavorare almeno due quadrienni. Mi dispiace che raccoglierà i frutti qualcun’altro. Se guardiamo le ultime gestioni tecniche, Mela è entrato nel 2001, nel 2004 ha formato la squadra e nel 2008 ha vinto la medaglia. Pensiamo anche a Oliva: nel 1996 ha fallito, nel 2000 ha vinto la medaglia di bronzo. Ogni tecnico ha avuto almeno due quadrienni di tempo, io ne ho avuto troppo poco“.

Bergamasco esprime dubbi sul possibile successore: “Non è facile creare una squadra in un arco così breve. Adesso si parla di un tecnico cubano e si spera che porterà risultati. Ci sono tante squadre estere con tecnici cubani: Cina, Marocco, Bulgaria…Eppure non hanno raccolto niente alle Olimpiadi. Il problema in Italia non è di natura tecnica. Spero per il bene dello sport che chi arriverà farà meglio“.

federico.militello@oasport.it

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