Basket, Supercoppa Italiana 2016: Milano è una corazzata pronta a dominare. Avellino riparte da un’altra finale.

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Il weekend dedicato alla Supercoppa Italiana si è chiuso come era prevedibile con il trionfo dell’Emporio Armani Milano. Primo successo per l’Olimpia, che mette in bacheca finalmente l’unica coppa che le mancava e comincia al meglio una stagione che deve portarla a dominare in Italia e ad essere protagonista anche in Europa.

La due giorni al Forum d’Assago lascia intravedere un futuro ben delineato per il campionato italiano con la squadra di Jasmin Repesa che non dovrebbe avere rivali. Milano è una corazzata ed ora come ora non sembra avere punti deboli soprattutto se il paragone viene fatto con le rivali dell’ormai imminente Serie A (prima giornata questo fine settimana). Nessuna delle altre squadre italiane può avere una profondità della rosa come quella dell’Olimpia, che ieri in finale si è permessa di lasciare in tribuna Miroslav Raduljica (distorsione alla caviglia) e Awudu Abass (uno dei migliori azzurri della scorsa stagione).

Una Supercoppa dominata con due nette vittorie sia in semifinale contro Cremona sia in finale con Avellino. Repesa ha alternative in tutti i reparti e può alternare quintetti diversi ad ogni quarto senza mai perdere di pericolosità sul parquet. Il caso Gentile sembra essere ormai rientrato e anche l’ex capitano ha deciso di rispondere sul campo, anche se la Supercoppa è stata condizionata da qualche problema fisico. Ottimo impatto dei nuovi arrivati come Ricky Hickman, Zoran Dragic e Davide Pascolo e poi ci sono i “vecchi” come Rakim Sanders (non ha mai perso una gara 7 o una finale da quando gioca in Italia) e soprattutto Krunoslav Simon, che se gioca come ieri sera contro Avellino diventa un’arma illegale per ogni difesa.

Milano ha ovviamente preso il palcoscenico di questa Supercoppa, ma indicazioni sono arrivate anche dalle altre tre formazioni presenti al Forum. La Sidigas Avellino ha centrato ancora una finale dopo quella della passata stagione e il nuovo corso con sempre in panchina Pino Sacripanti sembra essere iniziato nel modo giusto. La perdita di James Nunnally è stata pesante, ma i nuovi arrivi, soprattutto Retin Obasohan, hanno fatto intravedere buone cose al loro primo impatto italiano e la società irpina può eguagliare o addirittura migliorare quello fatto l’anno scorso.

Nonostante la sconfitta in semifinale (magia di Ragland sulla sirena) la Grissin Bon Reggio Emilia resta alla lunga la prima rivale di Milano. Il gruppo italiano è la base da cui partire e coach Menetti dovrà poi essere bravo a metterci attorno i nuovi stranieri. Il non fare le coppe europee è stato sicuramente uno svantaggio per il mercato, ma può anche essere visto come un fattore positivo, perchè permetterà alla squadra di lavorare molto di più durante la settimana e di pensare una partita di campionato alla volta.

Lavori in corso anche a Cremona. La Vanoli ha cambiato moltissimo rispetto all’anno scorso. Elston Turner è sicuramente la stella della squadra e il primo tempo con Milano ne è la dimostrazione, ma anche la guardia Gabe York è un altro giocatore su cui puntare. Ripetere il quarto posto della scorsa stagione è sicuramente difficile e l’obiettivo per la formazione di Pancotto è comunque quello di entrare ai playoff.

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foto di Valerio Origo

andrea.ziglio@oasport.it

 

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