Vuelta a España 2016: un Chris Froome altalenante, ma fa ancora molta paura

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Primo giorno di riposto per la Vuelta a España 2016 ed è già tempo di considerazioni sulle dieci tappe disputatesi fino a ieri. Il terzo grande giro stagionale ci ha già regalato molte emozioni, grazie ad un percorso davvero durissimo: sono mancate però, almeno fino a Lagos de Covadonga, le salite vere e proprie. Al momento in vetta alla classifica generale c’è un super Nairo Quintana, ma, oltre al solito Alejandro Valverde, compagno di squadra del colombiano, incalza il vincitore del Tour de France Chris Froome, staccato di meno di un minuto.

Il britannico al di fuori della Grande Boucle non è mai riuscito a convincere a pieno, comportandosi comunque bene nelle brevi corse a tappe o, in qualche edizione della Vuelta. Non c’è mai stata però quella condizione che si è vista sulle strade francesi: le sue performance sono sempre state altalenanti. Anche in queste prime dieci frazioni la maglia gialla del recente Tour non ha fatto sfracelli. Tralasciando la cronosquadre, vinta dal suo Team Sky a pari merito con la Movistar, Froome ha guadagnato sul rivale colombiano a Mirador de Ízaro (sei secondi), perdendo in tutte le altre occasioni.

Resta però un pericolo estremo per tutti gli altri contendenti il capitano della Sky. Da sottolineare c’è la scalata di ieri proprio a Lagos de Covadonga. Dopo neanche un paio di chilometri di ascesa il britannico ha perso contatto da un gruppo molto folto, ma, inserendo la propria marcia giusta, ha fatto partire una rimonta clamorosa: secondi su secondi guadagnati sui rivali, che lo hanno portato alle spalle di Quintana. Questo ritmo, che non è quello irresistibile del Tour, potrebbe comunque favorirlo: dalla sua parte c’è infatti la cronometro individuale da Xàbia a Calp, dove può prendere spazio su tutti.

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gianluca.bruno@oasport.it

Foto: FB Team Sky

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