Volley, Olimpiadi Rio 2016 – Italia, l’ultima scalata per l’Olimpo Dorato: Finale con il Brasile. La partita delle partite, per l’immortalità sportiva

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È la madre di tutte le partite. La resa dei conti. È l’ascensore verso il Paradiso o la botola che ti scaraventa all’Inferno sportivo. Italia vs Brasile non è mai un incontro come tutti gli altri. Soprattutto se vale una Finale per l’oro alle Olimpiadi.

È la sfida con il maggior fascino alle spalle, quella che il nostro Paese sente di più in ambito pallavolistico e oggi pomeriggio (ore 18.15) vivremo ancora di passione per provare a spingere la nostra Nazionale verso un’impresa che sarebbe leggendaria.

 

Sconfiggere il Brasile in casa loto, nella tana del Maracanazinho, davanti a 12000 persone che ci fischieranno per tutto il tempo, nel match che assegna il titolo a cinque cerchi, con la pressione fuori di un Paese intero che non aspetta altro che festeggiare il trionfo nel loro secondo sport nazionale.

Bastano questi ingredienti per descrivere la battaglia campale che il nostro sestetto si appresta ad affrontare. In un ambiente ostile, contro tutto e tutti, i 12 Leoni guidati da Chicco Blengini sono attesi da una Guerra Dorata. In palio la gloria immortale dell’Olimpo.

No, non è una partita come le altre. È LA partita. È quella che tutta Italia aspetta da Atene 2004, quando perdemmo proprio contro il Brasile la seconda (e ultima, fino a oggi) finale olimpica della nostra storia. È quella che tutto un Paese attendeva da Atlanta 1996, da quel letale tie-break contro l’Olanda che spezzò i sogni della Generazione dei Fenomeni a un passo dal traguardo. È quella che tutti gli appassionati non vedevano l’ora di rivivere, 26 anni dopo il nostro primo epocale trionfo iridato, proprio al Maracanazinho.

In quel catino che raccoglierà anime e corpi in turbinio di pathos, l’Italia dovrà compiere l’ultimo passo per consacrarsi definitivamente, per sfatare il tabù d’oro che sembra affliggersi, dopo un inseguimento asfissiante che prosegue senza sosta da Barcellona 1992.

 

No, questa non è una partita normale. Questa è una Finale Olimpica con una posta in palio enorme. Il Brasile ha perso i due ultimi atti conclusivi (Pechino 2008 contro gli USA e Londra 2012 contro la Russia) e ha voglia di riscatto, non deve deludere il proprio popolo che rischierebbe davvero di vivere un dramma sportivo in caso di sconfitta.

Dall’altra parte della rete c’è un’Italia baldanzosa, bella, vivace, pimpante, convinta dei propri mezzi, motivata e che ha ancora tanto da dare in questo torneo. Non basta quanto fatto fino adesso. Vuole di più, vuole il gradino più alto del podio. Non basta l’intensa rimonta operata in semifinale contro gli USA, non contano più le tre vittorie nei big match del girone eliminatorio. Nemmeno quella contro il Brasile di settimana scorsa: azzerata completamente perché oggi andrà in scena una partita completamente diversa. Otto giorni fa, però, ci siamo sbloccati: dopo sette sconfitte consecutive contro i verdeoro ai Giochi Olimpici, siamo riusciti finalmente a batterli. Non siamo più bloccati davanti al loro cospetto. E anche oggi dovremo essere bravi a respingerli, reggendo sotto il profilo mentale oltre che fisico e tecnico.

 

Sul campo abbiamo dimostrato di avere tutti i mezzi necessari per contrastare questo Brasile, apparso sì forte ma di certo non imbattibile. Ha perso due match nella Pool A (contro Italia e USA), si è salvato da una clamorosa eliminazione sconfiggendo la Francia nello spareggio decisivo, poi il tabellone della fase a eliminazione diretta le ha sicuramente sorriso: l’Argentina di Velasco non si è rivelata un problema, la Russia è stata impresentabile. Anche il gioco non è sembrato dei migliori. È un Brasile non irresistibile, ma gioca in casa. È quello, solo quello, che in partenza fa una differenza importante.

Questa Italia è piaciuta, probabilmente la migliore dell’ultimo decennio, ma c’è ancora una partita da vincere per non rimanere degli incompiuti. Di argenti ne abbiamo vinti fin troppi nell’ultimo decennio… I ragazzi vogliono solo quell’oro e sono pronti per metterselo al collo: Ivan Zaytsev, Osmany Juantorena, Filippo Lanza, Simone Gianelli, Emanuele Birarelli, Simone Buti, Massimo Colaci, Matteo Piano, Luca Vettori, Oleg Antonov, Daniele Sottile, Salvatore Rossini. I nostri irriducibili ci credono più che mai.

 

stefano.villa@oasport.it

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