Volley, Olimpiadi Rio 2016 – Cara Italia, noi ci crediamo! Regalaci una Notte da Leoni: la Nazione brama l’oro

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Cara Italia,

noi in fondo ci abbiamo sempre un po’ creduto. Sembravamo dei folli in fase di presentazione, ben prima che gli azzurri si rendessero protagonisti di questa autentica cavalcata che ci ha condotto verso la Finale delle Olimpiadi di Rio 2016, quando parlavamo di possibilità di medaglia, sogni d’oro, Italia tra le grandi favorite insieme a Brasile, USA, Francia, Russia, Polonia.

Pazzi, esageratamente ottimisti. Non lo sappiamo. Siete voi ad aver dato la risposta sul campo, l’unico teatro che conta e che nello sport ha valore. I protagonisti siete stati solo voi e non vi siete mai fermati, nemmeno di fronte alle difficoltà. Il rimontone contro gli USA è già da antologia, i tre big match vinti nel girone ci avevano già fatto capire che sarebbe potuto succedere l’incredibile.

 

Oggi pomeriggio (ore 18.00) andrà in scena una delle Finali più sentite, emozionanti, palpitanti, intense della nostra storia. Non toccavamo palla da 12 anni e ricordiamo ancora la batosta shock di Atlanta 1996. Al Maracanazinho, però, dovrete lottare solo per voi stessi, senza i fantasmi di un passato che poco vi riguarda. Non ci sono Generazioni dei Fenomeni da riscattare: ci sono solo dei Leoni che cercano l’impresa della vita, nella partita della vita.

Ci abbiamo sempre creduto perché questa squadra è troppo forte. Le individualità di spicco non potevano non trovarsi, fare gruppo e tirare fuori delle prestazioni da urlo. Ai Mondiali 2014, nella rassegna iridata peggiore degli ultimi 30 anni, siamo usciti moralmente con le ossa rotta: sappiamo tutti quali fossero i problemi, inutile ritornarci sopra. La “Cacciata di Rio” è forse il punto più basso della storia del nostro volley ma esattamente 13 mesi dopo siamo di nuovo a Rio de Janeiro, non per una banale Final Six di World League, non per atti di protagonismo, ma per raggiungere l’Olimpo Dorato. 

In un anno è cambiato tutto. Sono arrivate la Pantera e un Baby Fenomeno che hanno rivoluzionato il sistema di gioco, Pippo è cresciuto tantissimo, lo Zar si prende sempre di più le responsabilità, il Conte Max è un aspira palloni di dimensioni esagerata, il Bira è sempre più un capitano dal cuore infinito, Butino si sta esaltando come non mai. Ecco questa è la Nazionale che tutti volevamo: un fabbrica ordinata in cui ogni ingranaggio giri all’unisono con tutti gli altri.

Ce l’avete fatta. Di vigilie ne abbiamo vissute a iosa nell’ultimo quadriennio, purtroppo mai vincenti. Questa è la volta buona per dimostrare di cosa siete capaci. Perché dal post Rio, da quella medaglia di bronzo, noi non abbiamo mai smesso di crederci. Neanche quando il Porto Rico ci umiliò (ragazzi…). Neanche sotto 1-2 e 19-22 contro gli USA. Neanche quando ci prendevamo i biscotti altrui. Neanche quando la Russia e la Slovenia ci imponevano l’alt agli Europei. Nemmeno quando prendevamo delle batoste o andavamo in tilt, con i black-out che speriamo di non vedere più. Nemmeno quando l’Argentina di Julio rischiava di farci lo scherzetto in Coppa del Mondo. Abbiamo tentennato dopo tutti quei big match persi nell’ultima World League ma poi… Siamo pronti per esplodere, non deludeteci sul più bello.

 

stefano.villa@oasport.it

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