Volley femminile, Olimpiadi Rio 2016 – Italia, come ripartire dalla disfatta? Nuovo CT, un progetto, le giovani e il sogno Tokyo 2020

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La Nazionale Italiana di volley femminile uscirà con le ossa rotta dalle Olimpiadi 2016: per il momento 3 sconfitte, 0 set vinti, prestazioni desolanti, mai in corsa ed eliminazione già matematica quando le azzurre devono ancora giocare due incontri. La sfida impossibile agli USA Campioni del Mondo e quella da vincere a tutti i costi contro Porto Rico non cambieranno comunque la sostanza.

Per quanto visto negli ultimi due anni, cioè dalla falsa illusione del quarto posto ottenuto ai Mondiali casalinghi del 2014, il nostro movimento è arrivato a uno dei suoi punti più bassi, un passo indietro di una ventina d’anni quando non ci qualificavamo nemmeno ai Giochi e prendevamo sonore batoste da tutti. Il Presidente Magri ha affermato che era già tanto avere strappato la qualificazione per Rio 2016: vero, considerando il cammino rocambolesco che abbiamo affrontato (e sul match-point avuto dal Belgio nel torneo di Ankara abbiamo rischiato l’eliminazione precoce), ma questo non può essere soddisfacente per il nostro volley che in Italia è lo sport più praticato dalle donne.

Da dove dobbiamo ripartire? Come possiamo tornare a svolgere un ruolo di assolute protagoniste? L’obiettivo è arrivare alle Olimpiadi con Tokyo 2020 e avere ambizioni ben diverse rispetto a quelle che si avevano per Rio 2016.

 

  • Trovare immediatamente il nuovo Commissario Tecnico. Il mandato di Marco Bonitta cesserà il prossimo 31 agosto, da settembre inizierà la sua nuova avventura a Ravenna. Il futuro è però incerto.
  • Si è tanto parlato di Davide Mazzanti, coach di Conegliano, che ha vinto gli ultimi due scudetti (uno in Veneto, l’altro con Casalmaggiore). Un coach giovane, fresco, abile, con un futuro assicurato e per inciso è anche il marito di Serena Ortolani. Ha però già firmato con la Imoco per la stagione che incomincerà a ottobre.
  • Se ne potrebbe riparlare nel 2017 ma non dimentichiamoci che l’Italia sarà costretta a disputare le qualificazioni agli Europei 2017, in programma a fine settembre del 2016 (due weekend gara in cui affronteremo Ucraina, Lettonia e Austria: la vincitrice del raggruppamento staccherà il pass per la rassegna continentale): bisognerà trovare una guida ad interim?

 

  • Fissare un progetto chiaro, preciso, a lunga scadenza. Non bisognerà ripetere l’errore fatto nell’ultimo quadriennio con continui cambi di rotta e ripensamenti.
  • Proseguire il lavoro con le giovani del Club Italia. Questo patrimonio creato con sudore e da cui sono uscite tra le altre Paola Egonu, Alessia Orro e Anna Danesi va alimentato per arrivare ad avere un ampio bacino di azzurre tra cui scegliere.
  • Recuperare Valentina Diouf. Sulla carta sarebbe un talento immenso: lavoriamoci sopra
  • La Serie A deve avere un peso importante nelle valutazioni e nelle convocazioni (tra l’altro avremo anche poche italiane all’estero). Nelle ultime stagioni abbiamo visto buone giocatrici completamente trascurate nelle scelte: auspichiamo che questo non si ripeta.
  • Coltivare gli ottimi elementi che abbiamo in squadra: Orro, Egonu, Chirichella, Diouf sono un vero patrimonio.
  • Creare l’amalgama nella squadra. È l’aspetto più difficile ma se si inizia a giocare con le stesse ragazze allora l’Italia può rinascere.

 

stefano.villa@oasport.it

One thought on “Volley femminile, Olimpiadi Rio 2016 – Italia, come ripartire dalla disfatta? Nuovo CT, un progetto, le giovani e il sogno Tokyo 2020”

  1. Nany74 scrive:

    Assolutamente si! La ricetta è sempre la stessa: continuità e un progetto da portare avanti. Magari non vinceremo lo stesso, ma almeno avremo utilizzato le giocatrici più forti a disposizione e non solo le più talentuose. Se il nostro livello di volley nostrano è questo, ben venga, ma non copriamoci di ridicolo come in questa Olimpiade, per favore! Si potrebbe pensare a Mazzanti come allenatore, ma dando in mano la squadra, almeno fino a fine campionato, ad un coach vicino a lui (o scelto da lui addirittura…) che porti avanti la sua idea di nazionale. Ucraina, Lettonia e Austria credo siano nelle nostre corde (voglio sperarlo….), per cui basta solo iniziare a pensare alla nuova Italia….coraggio presidente, si dia da fare e via con l’accordo per il nuovo tecnico…..possiamo farcela!

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