Vela: tanti i giovani su cui investire verso Tokyo 2020. Camboni e Marrai in rampa di lancio

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La Vela azzurra non ha entusiasmato a Rio 2016, anzi, ha deluso in quelle classi (49er FX e Nacra 17, su tutte) dove i risultati internazionali degli ultimi anni facevano immaginare nostri rappresentanti sul podio olimpico brasiliano. Eppure, la spedizione dei nostri marinai a Rio de Janeiro contiene degli importanti aspetti positivi, incoraggianti, principalmente legati alla verde età di alcuni partecipanti, protagonisti anche di performance “relative” notevoli.

Pensiamo a Mattia Camboni, il ventenne natìo di Civitavecchia che ha chiuso al decimo posto, centrando la Medal Race da qualificato più giovane dell’intero campo partenti dell’RS:X maschile e prendendosi addirittura il “lusso” di vincere una regata regolare (più due terzi posti). Il giovane windsurfer (e surfer, per hobby) laziale ha già all’attivo titoli internazionali, a livello giovanile, e dopo la più che positiva esperienza di Rio 2016 è pronto per lanciarsi – ed essere lanciato – da protagonista assoluto verso Tokyo 2020. Wonder Boy cresce bene e in fretta…

Altro giovane prospetto che ha ben figurato in Brasile, seppure non sia riuscito a conquistare la Medal Race a causa di una sfortunatissima decima prova, fra i Laser Standard, è Francesco Marrai (classe ’93), anch’egli capace di conquistare una regata di flotta ai Giochi, nonché trionfatore della pre-olimpica 2015 di Rio de Janeiro e ormai stabilmente nella top-20 della sua classe. Era poco più di un outsider all’ombra del Pan di Zucchero, lo aspettiamo tutti sotto le luci della ribalta, in Giappone…

Nonostante abbiano chiuso nelle retrovie della classifica overall, nelle rispettive classi, anche Ruggero Tita (’92, 49er in coppia con l’esperto Pietro Zucchetti), Silvia Zennaro (’89, Laser Radial) e il tandem del 470 femminile Elena Berta-Alice Sinno (nate entrambe nel 1992, così come la prevista titolare olimpica Roberta Caputo, ingenuamente finita nella rete dell’antidoping) fanno ben sperare in prospettiva. Anziani non sono nemmeno gli “ingegneri volanti” Vittorio Bissaro-Silvia Sicouri, ventinovenni sì, ma da appena tre anni sulla breccia delle onde cavalcate dal loro catamarano Nacra 17. Classe esordiente alle Olimpiadi, che prevede longevità agonistica e, nel loro caso, tanta voglia di riscatto…

Fra i non presenti ai Giochi, invece, non dobbiamo dimenticare alcuni nomi caldi della nostrana “meglio gioventù a vela”. I due triestini classe ’91, Simon Sivitz Košuta e Jaš Farneti (470 maschile), Stefano Cherin e Andrea Tesei (49er), le laseriste Joyce Floridia (’94) e Martha Caterina Faraguna (’95), Maria Ottavia Raggio (’94) e Paola Bergamaschi (’93), si spera coppia vincente del futuro 49er FX azzurro, dopo il doppio ritiro di Giulia Conti e Francesca Clapcich; infine i talentuosi windsurfers Daniele Benedetti (’95) e Marta Maggetti (’96). Tutti giovani profili molto molto interessanti, che si sono messi già in evidenza a livello nazionale ed internazionale, nonostante la loro età. Ragazzi su cui investire in vista di Tokyo 2020.

giuseppe.urbano@oasport.it

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Foto: pagina FB Federvela

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