Tuffi, Olimpiadi Rio 2016: Tocci-Chiarabini per stupire. Obiettivo minimo sesto posto

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Da Nicola Marconi e Donald Miranda a Giovanni Tocci e Andrea Chiarabini. A sedici anni di distanza dall’ultima volta, questa sera l’Italia dei tuffi sarà rappresentata da una coppia sincro maschile alle Olimpiadi. E sempre dal trampolino 3 metri. A Sydney 2000 i due azzurri furono ottavi con 286.38 punti, a Rio 2016 la medaglia è probabilmente fuori portata ma gli italiani saranno i più giovani in gara. E considerando che fino al giugno 2015 neanche saltavano insieme, il futuro è assicurato.

OBIETTIVO WORLD SERIES – Cina (Qin Kai-Cao Yuan), Russia (Ilya Zakharov-Evgenii Kuznetsov), Messico (Rommel Pacheco-Jahir Ocampo), Gran Bretagna (Jack Laugher-Chris Mears) e Germania (Patrick Hausding-Stephan Feck), salvo colpi di scena, sono superiori all’Italia e si giocheranno le medaglie. Nella finale secca in programma alle ore 21, dunque, rimangono Stati Uniti (Samuel Dorman-Michael Hixon) e Brasile (Ian Matos-Luiz Felipe Outerelo). I padroni di casa sono battibili, Tocci e Chiarabini si giocheranno dunque con gli americani il sesto posto. Perché è così importante? Perché anche se non pubblicizzato, è questo l’obiettivo che i due azzurri si sono prefissati insieme allo staff federale. Per partecipare alle World Series del 2017 e crescere ulteriormente, gareggiando a stretto contatto con le migliori coppie del mondo e “facendosi un nome” di fronte ai giudici interazionali. Sarebbe di vitale importanza.

MESI TRAVAGLIATI – Eppure, dopo l’incredibile quinto posto in Coppa del Mondo che è valso la qualificazione olimpica, il cammino di Tocci e Chiarabini si è interrotto bruscamente. Il motivo? La discopatia che ha fermato il romano per parecchi mesi, costringendolo a saltare gli Europei di Londra e a non allenarsi fino a inizio luglio. I due si sono ritrovati per il Grand Prix di Bolzano di poche settimane fa: pur con due imprecisioni dei tuffi più complicati del programma si sono messi al collo un bronzo utile soprattutto per il morale. Chiarabini ora sta bene, ma il tempo perso potrebbe condizionarlo.

IN NUMERI – A Rio gli emergenti italiani dovrebbero inserire anche il doppio e mezzo avanti con due avvitamenti (coefficiente 3.4) per arrivare a una serie sulla carta da medaglia. Il loro record internazionale è di 412.17 punti, raggiunto ai Mondiali di Kazan 2015 in eliminatoria. Agli Assoluti estivi di Bergamo, sempre nell’estate scorsa, toccarono invece quota 425.58, quanto meno da ripetere per sognare in grande. Il quadruplo e mezzo avanti raggruppato (3.8) e il triplo e mezzo rovesciato raggruppato (3.5) saranno come sempre decisivi per le loro ambizioni.

MA AD ATENE… – C’è però un celebre precedente che insegna a non dare mai nulla per scontato ai Giochi Olimpici. Soprattutto nei tuffi e soprattutto se la finale è secca – senza eliminatoria – e con solo otto coppie in gara. Ad Atene 2004, proprio nei 3 metri sincro maschili, successe di tutto nell’ultima rotazione dopo la clamorosa invasione di uno spettatore in tutù: nullo della Cina con il compianto Wang Kenan, errore della Russia con Dmitri Sautin (lo Zar che nel palmarès vanta 8 medaglie olimpiche, 9 mondiali e 18 europee) che colpì il trampolino e harakiri per gli Stati Uniti dei fratelli Dumais. Più che a sorpresa, dunque, vinsero l’oro i greci Nikolaos Siranidis e Thomas Bimis. Il video può essere d’ispirazione per stasera.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto: Francesco Caligaris (podio del Grand Prix Bolzano 2016)

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