Tiro a segno, Olimpiadi Rio 2016 – Niccolò Campriani: “Devo tanto a Petra. All’ultimo tiro ci ho messo il cuore”

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E’ un Niccolò Campriani felice e soddisfatto quello che analizza la sua vittoria nella gara olimpica di carabina maschile ad aria compressa da distanza 10m, in quel di Rio de Janeiro alle Olimpiadi di Rio 2016: “E’ successo un po’ di tutto in questi 4 anni. Ho fatto tantissima fatica ad adattarmi alle nuove regole, questa è la prima vittoria. Sono contentissimo per me e chi mi sta intorno“.

Poi l’ingegnere fiorentino esalta il lavoro di costruzione della sua arma: “E’ la vittoria di una carabina italiana, è un progetto che abbiamo sviluppato dal niente nel 2012, il prototipo è mio, è come un titolo costruttori“.

La dedica della vittoria ai suoi cari facendo emergere però anche un’introversione faticosa nei confronti del tiro a segno dopo il cambio di regolamento dalle Olimpiadi di Londra 2012: “Devo tanto a Petra, perché in questi anni non ero la persona più felice. Non avevo più la passione di prima, ma lei mi è sempre stata vicina e mi ha supportato.
Per quanto io odio questo sport, cercavo di capire ieri un motivo per cui ne vale la pena. La risposta è che, grazie a questo sport, da piccolo ho avuto modo di passare più tempo con mio padre, che saluto insieme a mia mamma. Mi riempie il cuore aver fatto tante persone così felici”.

Ed infine un’ultima fotografia sulla gara dello Shooting Centre: “Nei momenti finali la tecnica salta completamente, il mirino è impazzito. E’ tutta una questione di timing. Quando mi sono reso conto di essere tra i primi 3 c’è stato uno scarico di adrenalina. All’ultimo tiro ci ho messo il cuore. Sono saltato come un grillo, mi scuso per la reazione non da tiratore. Ma c’era tanta rabbia dopo questi 4 anni. Ora sono veramente felice“.

 

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michele.cassano@oasport.it

 

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