Tiro a segno, Olimpiadi 2016: Petra Zublasing contro tutte nella carabina 3 posizioni

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Petra Zublasing e la sua carabina contro tutte le altre 36 atlete in gara in rappresentanza di 26 nazioni, a cui aggiungere l’Italia della nostra rappresentante altoatesina.

La sfida più bella e difficile nella gara più importante del panorama femminile del tiro a segno internazionale: quello del contest delle 3 posizioni da 50m.

Una contesa prima di tutto con se stessi, con il proprio io.

Sessanta colpi di qualifica da suddividere in tre fasi ben distinte. In ginocchio, a terra e poi in piedi, con l’obiettivo di non calare mai nel rendimento per strappare il pass alla finalissima ad otto; dove si riazzera tutto.

Una volta lì – come tutti ci auspichiamo per la nostra portacolori e come è in grado di fare – il nuovo atto. Quindici colpi in ginocchio, quindici colpi a terra ed infine dieci colpi in piedi per stabilire la classifica prima degli ultimi cinque colpi ad eliminazione.

La Zublasing, come ha fatto Campriani nella gara ad aria compressa da 10m, dovrà essere brava ad arrivare al quarantesimo colpo in prima posizione o a ridosso delle prime per poi duellare di volta in volta con le avversarie rimaste ed andare a caccia della sua prima medaglia olimpica, che saprebbe di consacrazione.

La preparazione, la respirazione, l’ossigenazione, l’arma, il caricamento, il colpo ed il bersaglio.

Una filastrocca da ripetere per arrivare sul trono olimpico.

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michele.cassano@oasport.it

Foto: ISSF / Voice 2 Media

 

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