Testa, cuore e gambe: dopo le delusioni uno splendido oro per Elia Viviani

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Testa, cuore e gambe. Elia Viviani si è andato a prendere una rivincita fantastica al termine di una prova thriller ai Giochi Olimpici di Rio. Il corridore di Isola della Scala è il nuovo campione olimpico dell’omnium, specialità del ciclismo su pista. Scacciate via le delusioni, mandata via anche la sfortuna, sempre pronta a colpire l’azzurro, che questa volta è stato più forte di tutto e tutti.

Quattro anni fa l’amarezza più grande di una ancor giovane carriera. A soli 23 anni, partendo tra i favoriti per le medaglie alle Olimpiadi di Londra, l’azzurro ha chiuso al sesto posto sul London Velopark. Non è tanto la posizione conclusiva, ma il modo in cui è arrivata: il veneto era in testa al termine dell’ultima prova, quella del chilometro da fermo, ma un beffardo nono posto, in una disciplina che non gli è mai stata amica, è costato addirittura il podio. Lo sport insegna che bisogna sempre rialzarsi ed Elia l’ha fatto, correndo veloce verso l’obiettivo del quadriennio successivo: quello di Rio 2016.

Da lì una crescita costante che lo ha visto passare dalla Liquigas al Team Sky, una delle più forti compagini del ciclismo. La vittoria in una tappa al Giro d’Italia, a coronamento dell’impegno strepitoso profuso su strada. E’ sempre mancato però quel qualcosa in più nella specialità preferita e che lo ha fatto arrivare fino a questo punto: la pista. Le delusioni, anche a livello mondiale (con il cambio di regolamento nel suo omnium), non sono mancate: un terzo posto a Saint-Quentin-en-Yvelines (2015) e la beffa di Londra a gennaio (solo quarto). Lui però è rimasto concentrato, puntando sempre verso il Brasile.

Il momento atteso da quattro anni è arrivato, dopo mesi e mesi di allenamenti specifici, di tantissimi sacrifici, è arrivata la corsa più importante: quella di Rio. Un inizio migliore non poteva esserci: le prime cinque discipline dell’omnium disputate in modo eccellente, con gli avversari staccati di tantissimi punti. Infine il momento più recente: quella corsa a punti che sembrava essere passata da tanto amata a tanto odiata. Il giro conquistato da Hansen, le paure che sono aumentate di metro in metro, la caduta che poteva compromettere tutto. Elia questa volta non si è arreso: è ripartito, ha corso da campione e si è andato a conquistare il successo più bello di tutta la carriera. Lacrime di gioia le sue, al termine di un capolavoro tutto d’oro. 

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gianluca.bruno@oasport.it

Foto: Twitter Elia Viviani

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