Tennis, Olimpiadi Rio 2016: Brasile stregato per Novak Djokovic. Per il serbo colpi duri da assimilare

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L’uomo più atteso del tennis internazionale ha fallito l’appuntamento clou della stagione. Novak Djokovic ricorderà le Olimpiadi di Rio 2016 come il peggior torneo della sua carriera. Sconfitte premature sia in singolare che in doppio. Se quest’ultima, in coppia con il veterano specialista Nenad Zimonjic, poteva essere ampiamente prevista, quella in singolare fa ancora rumore a distanza di due giorni.

Nole ha ceduto sotto i colpi di un ritrovato Juan Martin Del Potro, uscendo in lacrime dal campo. Tanta la sofferenza, enorme la delusione, ed un contraccolpo psicologico che agita il sonno del numero uno del mondo.

Lo stesso Djokovic ha ammesso di temere gli effetti della prima sconfitta: “Non so come e quando riuscirò ad assimilare questa batosta”, commentava dopo il primo turno del tabellone maschile. Un campione del calibro del serbo sicuramente è abituato anche alle rare sconfitte, ma la proporzione del fallimento olimpico è diversa dagli altri scivoloni.

Djokovic è atteso adesso dalla campagna americana. Il cemento statunitense lo attende al varco. Il suo gioco robotico e telecomandato sembra vacillare, la sua resistenza mentale vacilla. Che stia per finire la dittatura?

Foto: pagina Facebook US Open

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ciro.salvini@oasport.it

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