Scherma: se ci sarà un post Montano, la sciabola azzurra è pronta

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Le Olimpiadi di Rio 2016 sono forse state le ultime di Aldo Montano. Il campione livornese potrebbe aver chiuso la sua esperienza olimpica, concludendo la sua carriera a Cinque Cerchi con quattro medaglia al collo (un oro, un argento e due bronzi). Non è ancora arrivata nessuna nota ufficiale da parte di Aldo, che avrebbe tutte le possibilità di continuare per altri quattro anni, considerando che a Tokyo tornerà la prova a squadre ed uno della sua classe e soprattutto della sua esperienza sarebbe assolutamente fondamentale per portare l’Italia nuovamente sul podio. Forse non aver preso una medaglia in Brasile può essere lo stimolo per proseguire ancora e chiudere in Giappone nel miglior modo possibile, quello che solo i grandi campioni conoscono.

L’eventuale addio di Aldo lascerebbe sicuramente un vuoto nella sciabola maschile italiana, ma che può essere colmato in breve tempo perchè dietro al livornese ci sono tanti azzurri capaci di poter ottenere grandi risultati. Diego Occhiuzzi non è più giovanissimo ed è reduce da una stagione in chiaroscuro, ma sa cosa significa vincere e sicuramente resta un elemento di grandissima affidabilità.

Il prossimo quadriennio deve essere quello di Luca Curatoli. Il campano ha sfiorato la qualificazione all’Olimpiade di Rio, perdendo il duello interno proprio con Occhiuzzi proprio nell’ultima tappa di Coppa del Mondo che dava punti necessari per il pass olimpico. Curatoli è certamente l’azzurro sul quale puntare maggiormente in questi quattro anni, un talento cristallino e che deve solo definitivamente sbocciare tra i grandi. A Tokyo 2020 arriverà con la giusta maturità e con l’obiettivo di conquistare una medaglia.

Protagonisti saranno anche Enrico Berrè e Luigi Samele, quest’ultimo estromesso dal quartetto della prova a squadre da Luca Curatoli. Entrambi hanno una grande voglia di riscatto dopo una stagione che non è andata come speravano, ma restano altre due carte importanti per il ct Giovanni Sirovich.

La sciabola però è una di quelle armi dove il ricambio generazionale non si farà attendere, perchè ci sono giovani molto forti in rampa di lancio. Nell’ultimo mondiale categoria giovani il quartetto Dario Cavaliere, Federico Riccardi, Leonardo Dreossi ed Eugenio Castello ha conquistato la medaglia d’argento, ma è soprattutto Matteo Neri a destare la maggior attenzione. In un anno ha vinto il titolo europeo e quello mondiale della categoria cadetti (under 17) ed è certamente uno dei migliori prospetti della scherma italiana.

 

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Foto da: Augusto Bizzi/Federscherma

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