Scherma: Russia-Italia 4-2 nei titoli di fioretto femminile. Addio Dream Team?

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Tutto si è ribaltato così in fretta: poco più di un anno fa, ai Mondiali di Mosca 2015, l’Italia faceva piangere la Russia padrona di casa per ben tre volte nelle gare a squadre: fioretto femminile, fioretto maschile e sciabola maschile. La vendetta degli ex sovietici si è consumata prima agli Europei di Torun (Polonia) del giugno 2016 con tre identici successi in finale ai danni degli azzurri e poi, ciliegina sulla torta, a Rio: Inna Deriglazova oro olimpico individuale davanti alla detentrice Elisa Di Francisca.

Il 12-11 della Carioca Arena suona infatti un po’ come passaggio di consegne, non tanto tra le due atlete quanto tra i due movimenti. Perché se è vero che lo sport va a cicli e che soprattutto nella scherma i ricambi sono veloci, anche in virtù del fatto che ogni anno si disputano sia i Mondiali che gli Europei, è altresì innegabile non asserire che ormai la Russia ha raggiunto il livello dell’Italia nel fioretto femminile. I numeri infatti dicono 4-2 per loro: Deriglazova campionessa olimpica e del mondo, squadra oro iridato (ad aprile, nell’ultima apparizione di Valentina Vezzali) e pure continentale. I “punti” azzurri li portano a casa Arianna Errigo – finora la delusione italiana più grande a Rio 2016 – con il titolo vinto in Polonia meno di due mesi fa e il successo di Londra del quartetto assente in Brasile causa rotazione delle armi. Nell’agosto 2015 la situazione era 5-1 per noi.

E’ dunque terminato il dominio del tanto – giustamente – esaltato Dream Team della scherma italiana? Un altro dato è eloquente: dopo 16 anni e quattro hurrà consecutivi, l’Italia ha perso la medaglia più ambita, l’oro individuale a cinque cerchi, che Vezzali si era presa per tre volte di fila dal 2000 al 2008 e che la concittadina Di Francisca aveva strappato a Errigo nella mitica finale tutta azzurra del 2012. Da quando nel dicembre dello stesso anno Stefano Cerioni è sbarcato in Russia con un maxi ingaggio, Deriglazova e compagne hanno indubbiamente giovato dei consigli dell’ex ct italiano tanto da arrivare, quattro stagioni dopo, a chiudere il cerchio e attuare probabilmente il sorpasso nelle gerarchie del fioretto internazionale. Ad Alice Volpi e alla generazione degli anni Novanta il compito di invertire nuovamente il trend, in futuro.

 

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Foto da: Augusto Bizzi/Federscherma

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