Scherma, Olimpiadi Rio 2016: l’Italia “made in Sicily” ci riprova con gli spadisti

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Rossella Fiamingo era attesa: pur deludente in Coppa del Mondo, si presentava a Rio 2016 da favorita visti i due ori mondiali vinti nel 2014 e nel 2015 e in Brasile si è presa l’argento, sfiorando anche il successo una volta in vantaggio 10-6 e 11-8 nella finale poi persa contro l’ungherese Emese Szasz. Daniele Garozzo, invece, è sbucato completamente dal nulla: talentuoso, sì, ma ancora giovanissimo e soprattutto in grado di battere a sorpresa fior di fuoriclasse nell’iper competitivo fioretto olimpico. La scherma italiana, finora, ha fatto rima con Sicilia. E oggi potrebbe essere un’altra giornata di gloria.

Nella spada maschile individuale, infatti, gli azzurri sfoderano un tris interamente siculo. Ed Enrico Garozzo, nato ad Acireale e fratello maggiore di Daniele, si presenta al via da secondo del ranking mondiale e vincitore della tappa stagionale di Coppa del Mondo a Vancouver. Ci può provare il bronzo mondiale del 2014, anche perché il trionfo in famiglia gli avrà sicuramente dato una marcia in più per pareggiare il computo di medaglie casalinghe. Poi c’è Paolo Pizzo, oro iridato nella sua Catania ai Mondiali 2011: il 33enne è da sempre genio e sregolatezza della scherma tricolore e quattro anni fa, a Londra, fu quinto. Nel 2015-2016 non è mai salito sul podio internazionale a livello individuale, nella passata stagione si è preso due terzi posti e nel 2014 ha vinto l’argento europeo a Strasburgo: è tra gli outsider di lusso. Infine Marco Fichera, classe 1993 anche lui da Acireale, si è laureato campione olimpico giovanile nel 2010 a Singapore e con la mente libera da pressioni può rappresentare una variabile impazzita della gara. I siciliani sono duri a morire. Provateci!

 

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Foto da: Augusto Bizzi/Federscherma

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