Scherma, Olimpiadi Rio 2016: Di Francisca/Trillini, la scuola di Jesi conquista un’altra medaglia

scherma-elisa-di-francisca-giovanni-trillini-rio-2016-bizzi-federscherma.jpg

La scherma è da sempre una fucina incredibile di medaglia per lo sport italiano soprattutto alle Olimpiadi e c’è una città in particolare che è considerata una vera propria scuola del fioretto. Si tratta di Jesi, che ha dato i natali a tre delle più grandi campionesse che l’Italia ha mai avuto: Giovanni Trillini, Valentina Vezzali ed Elisa Di Francisca.

In totale sono venti le medaglie conquistate dalla cittadina marchigiana solamente in campo olimpico e sono ben dodici quelle del metallo più prezioso. Un palmares che nessun’altra citta italiana può vantare ed è tutto merito di una scuola di fioretto femminile che tutto il mondo invidia al nostro paese.

Anche a Rio 2016 Jesi è riuscita ad aumentare il proprio bottino di medaglie olimpiche e sul podio questa volta ci è salita una strana coppia. Nella realtà un gradino sotto Inna Deriglazova c’era Elisa Di Francisca, ma mai come stavolta questa medaglia è il frutto di uno straordinario lavoro tra l’atleta e il suo maestro. Nel caso di Elisa quella figura necessaria è proprio Giovanni Trillini.

La straordinaria campionessa del fioretto femminile, capace di conquistare quattro medaglie individuali in altrettante olimpiadi (senza contare i tre ori e il bronzo con la squadra) ha iniziato a seguire Elisa Di Francisca nel momento più difficile della carriera della jesina. Infatti dopo 14 anni Elisa si era dovuta separare dallo storico suo allenatore, Stefano Cerioni, passato ad allenare la Russia, e dunque Di Francisca è stata costretta a trovarsi qualcuno per non rimanere sola.

Una decisione più saggia probabilmente l’oro olimpico di Londra 2012 non poteva prenderla, perchè ta le due è nata subito la giusta alchimia. Una perfetta simbiosi tra l’atleta e il suo maestro. Elisa è in pedana dal suo angolo Giovanna non sta ferma un attimo, non è mai in silenzio, sempre pronta ad un incoraggiamento o ad una spiegazione di quello che va bene o di ciò che è andato storto. Una Trillini che sembra quasi vivere lei stessa un assalto, mettendoci quella carica e quella grinta che nelle mille battaglie della sua straordinaria carriera non le sono mai mancate.

Sulla pedana c’è una, ma è come se fossero in due. Una coppia nata quasi per caso ma che ha già iniziato a vincere.

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla nostra pagina Facebook
Clicca qui per iscriverti al nostro gruppo
Clicca qui per seguirci su Twitter

Foto da: Augusto Bizzi/Federscherma

andrea.ziglio@oasport.it

Lascia un commento

Top