Pallanuoto, Olimpiadi Rio 2016: Italia-Serbia, il Settebello vuole ripetere il miracolo di Londra

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Londra, Waterpolo Arena, 10 agosto 2012. Il Settebello, campione del mondo in carica, dopo aver battuto nei quarti l’Ungheria, si impone in semifinale per 9-7 sulla Serbia, ripetendo così l’impresa riuscita nella finale iridata di Shanghai di un anno prima. Sono passate quattro stagioni, sono cambiati tantissimi uomini (soprattutto in casa italiana, con sette cambi rispetto alla rosa di Londra), ma la situazione è la stessa: semifinale del torneo olimpico di pallanuoto tra Italia e Serbia, questa volta a Rio de Janeiro. La Serbia parte da favorita, ma Tempesti e compagni vogliono mettere a segno l’ennesimo miracolo della gestione Campagna. Alle 21.30 italiane al Maria Lenk ne sapremo sicuramente di più.

Torneo tutt’altro che esaltante fino ad oggi per la squadra guidata da Dejan Savic: partiti come vincitori annunciati, i serbi hanno pagato molto la pressione vincendo soltanto tre partite su sei. Nel momento più importante però Filipovic e compagni sono usciti fuori, distruggendo nei quarti la Spagna, prima del girone B (quello nel quale era presente anche l’Italia). Un Mondiale, tre Europei, quattro World League. Questi i trofei conquistati dai serbi nelle ultime quattro stagione: praticamente in campo internazionale non c’è stata storia. Ma alle Olimpiadi è tutta un’altra storia: non conta solo il palmares o la tecnica, c’è il cuore che va oltre ogni ostacolo.

Prima di ogni questione tattica, Campagna vuole vedere proprio questo dai suoi giocatori: riuscire a dare tutto in acqua, senza avere rimpianti. Le parole del ct siciliano nel dopo partita con la Grecia fanno ben sperare: “Ce la giocheremo sicuramente”. Bisognerà ripetere la performance vista contro gli ellenici: difesa asfissiante, grandissimo lavoro dei centroboa e realizzazioni super dal perimetro. Figlioli e Di Fulvio gli uomini fondamentali in zona offensiva, ma ancor più importante sarà il lavoro della retroguardia guidata da capitan Tempesti su delle bocche da fuoco del calibro di Mandic e Filipovic.

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gianluca.bruno@oasport.it

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