Olimpiadi Rio 2016, questione sicurezza: nessun’emergenza. Brasile promosso

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Le Olimpiadi di Rio 2016, terminate ieri, sono state molto chiacchierate negli ultimi mesi prima del via per il discorso sicurezza. Non è una novità, infatti, che il Brasile sia uno dei paesi con più criminalità del mondo, in cui il netto contrasto tra ricchezza e povertà è evidente anche nelle città più importanti e per questo preoccupante alla vigilia. Eppure, stando alle notizie provenienti dal posto, (quasi) tutto è andato per il verso giusto e qualsiasi emergenza è stata scongiurata.

Zero attentati terroristici, e questa può già essere una notizia in tempi in cui purtroppo sembra accadere di tutto davanti all’umanità inerme. Alla polizia brasiliana – circa 13 mila uomini per turno – va il merito di aver saputo gestire l’evento al meglio in una città per altro caotica dal punto di vista delle infrastrutture pubbliche, spesso carenti e deficitarie. Le 31esime Olimpiadi moderne non saranno state uno spettacolo scenografico imperdibile ma hanno funzionato, nonostante i molti scetticismi iniziali.

Tuttavia non sono mancati – ma sarebbe stato probabilmente impossibile annullare totalmente i rischi – alcuni velati episodi di violenza. Il 15 agosto, come scritto da Il Fatto Quotidiano, un soldato della Forza Nazionale di Sicurezza, il 35enne Hélio Vieira Andrade, è stato assassinato in un agguato nella favela “Vila do Joao”, situata nel Complexo da Marè. Nella stessa area giornalisti e atleti della nazionale cinese di basket sono stati costretti a scendere di corsa dal pullman sul quale viaggiavano e sdraiarsi sull’asfalto per proteggersi dalla pioggia di piombo piovuta sulla strada durante un conflitto a fuoco tra polizia e criminali. A Deodoro, uno dei poli a cinque cerchi, un bus carico di giornalisti è stato attaccato da lanci di pietre (anche se alcuni testimoni parlano di proiettili) proprio prima dell’avvistamento di una pallottola vagante che ne ha colpito la sala stampa. E all’inizio dei Giochi si era sparsa la voce di un agguato al vice console russo finito male per il rapinatore (morto), notizia che poi ha subito evoluzioni sulle generalità del presunto omicida.

Ryan Lochte, fuoriclasse del nuoto statunitense vincitore in carriera di 12 medaglie olimpiche di cui 6 d’oro, ha denunciato settimana scorsa una rapina a mano armata subita da finti poliziotti insieme ai tre compagni di squadra Jack Conger, James Feign e Gunnar Bentz. Un video registrato da una telecamera di sicurezza ha però smentito la versione degli americani i quali, probabilmente ubriachi, hanno invece devastato il bagno di una stazione di servizio scappando in taxi prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Le indagini, in questo caso, si sono svolte rapidamente e nel migliore dei modi: Lochte si è già scusato per la falsa testimonianza e potrebbe ricevere ora una sospensione da parte della Federnuoto a stelle e strisce. Violenza? No, solo una triste bugia.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: Wikipedia

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