Olimpiadi Rio 2016: la solidità di Ungheria e Paesi Bassi

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Con l’undicesima e la dodicesima posizione nel medagliere finale, Paesi Bassi ed Ungheria hanno chiuso alle porte della top ten al termine dei Giochi Olimpici di Rio 2016, confermando la solidità dei rispettivi movimenti sportivi nazionali.

I magiari si sono attestati sui livelli che li hanno visti protagonisti negli ultimi vent’anni, con l’unica eccezione negativa di Pechino 2008. Nonostante la perdita di tre podi rispetto a quattro anni fa, passando da diciotto a quindici medaglie totali, l’Ungheria ha ottenuto otto ori come a Londra 2012, Atene 2004 e Sydney 2000. Con la crescita delle nuove potenze sportive, per questo piccolo Paese dell’Europa orientale è sempre un successo confermarsi a ridosso delle migliori dieci, anche se le sedici medaglie d’oro di Helsinki 1952 restano un traguardo impareggiabile. Solamente quattro sport hanno contribuito ad arricchire il medagliere magiaro, la metà rispetto a Londra: nuoto, canoa, scherma e atletica. Da notare che, degli otto titoli olimpici, sette sono stati vinti in gare femminili.

I Paesi Bassi hanno fatto registrare un incremento per quanto riguarda il numero di medaglie d’oro, passando dalle sei del 2012 alle otto dell’edizione brasiliana, nonostante i podi siano diminuiti di una unità, da venti a diciannove. Tolta l’incredibile prestazione di Sydney 2000, quando si aggiudicarono ben dodici titoli olimpici, gli Oranje hanno raccolto il maggior numero di medaglie d’oro in una singola edizione nella loro storia a cinque cerchi. Le medaglie sono arrivate da dieci sport differenti, due in più rispetto a Londra, e questi dati confermano la progressiva crescita del movimento sportivo olandese, che abbiamo potuto verificare anche in occasione degli ultimi Giochi Olimpici invernali.

In ultima analisi, non si può che elogiare questi due Paesi, che contano rispettivamente 17 e 10 milioni di abitanti, e che sulla carta dovrebbero essere in netto calo di fronte all’emergere di potenze dai grandi mezzi economici e demografici, come quelle asiatiche. L’ottima organizzazione del sistema sportivo nazionale dei Paesi Bassi e la grande tradizione sportiva dell’Ungheria, però, resistono ancora ed hanno nuovamente permesso a queste due delegazioni di confermarsi su livelli eccellenti.

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Immagine: FINA (Facebook)

giulio.chinappi@oasport.it

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