Nuoto, Olimpiadi Rio 2016: quanti rivali per Phelps! Tra Le Clos e Cseh sbuca Kenderesi

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Non sarà affatto una passeggiata per Michael Phelps il 20° oro individuale alle Olimpiadi. Il Kid di Baltimora, che questa notte alle 3.28 ora italiana è atteso dalla finale dei 200 farfalla in cui vanta il secondo miglior tempo dopo le semifinali (1’54”12, corsia 5), dovrà infatti superare la concorrenza dei due storici avversari Chad Le Clos e Laszlo Cseh, oltre a quella, con la candidatura nata in extremis ma già pericolosa visto l’1’53”96 di ieri notte, del 19enne ungherese Tamas Kenderesi, debuttante che sogna di sgambettare l’atleta più vincente della storia dei Giochi.

LE CLOS – Il campione uscente rimane il pericolo numero uno soprattutto a livello mentale: Phelps è a Rio 2016 praticamente soltanto per vendicarsi di quella sconfitta per soli cinque centesimi maturata a Londra 2012. Il sudafricano (1’55”19 in semifinale dopo l’argento nei 200 stile libero) partirà dalla corsia 6. Quest’anno ha dichiarato di essere cresciuto soprattutto in velocità, per cui la sua gara potrebbe essere più quella sulla mezza distanza, ma le scintille tra i due sono già cominciate. E Le Clos, accompagnato dai genitori entrambi malati di cancro (alla prostata per il papà scatenato sulle tribune londinesi, al seno per la madre), avrà sicuramente due stimoli extra per mettere la mano davanti.

CSEH – Il rivale di mille battaglie nei misti dal 2003 in poi sta vivendo una seconda giovinezza a delfino. Peccato che, come nella prima parte di carriera era chiuso da Phelps nelle gare più complete, ora rischia la beffa anche nei 200 farfalla di cui è campione del mondo in carica (ma lo statunitense nel 2015 era sospeso dalla propria federazione per la recidiva di guida in stato di ebbrezza). Il magiaro, 30 anni, a maggio ha pure vinto il titolo europeo con tanto di miglior tempo mondiale stagionale (1’52”91). Meriterebbe la gemma più grande come premio alla carriera, ma se Phelps è chiamato anche “Cannibale” si capisce che l’impresa è ardua. 1’55”18 in semifinale, Cseh partirà dalla corsia 3.

KENDERESI – Nella corsia 4, quella più nobile, a sorpresa non ci saranno né Phelps, né Le Clos e né Cseh. Il 19enne ungherese Tamas Kenderesi si è infatti tolto la soddisfazione di vivere una giornata da raccontare ai nipotini battendo l’americano sia in batteria che, soprattutto, in semifinale grazie a una progressione negli ultimi 50 metri letale anche per chi nella specialità ha già vinto due ori e un argento olimpici. Kenderesi ha fatto registrare il proprio personal best e ha nuotato il nono tempo all time. E’ sereno e sembra non patire la tensione. Di certo non ha timore reverenziale, ma la tenuta in finale è tutta da testare. Sarà il quarto a godere tra i tre litiganti?

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: DeepBlueMedia

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