Nuoto, Olimpiadi Rio 2016: Perchè Federica Pellegrini gradisce la corsia 3? Ecco i motivi

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Una condotta di gara saggia sempre in controllo, volendo arrivare di proposito terza. E’ questa la sintesi della prova di Federica Pellegrini nella semifinale dei 200 stile libero a Cinque Cerchi di ieri insieme a Sarah Sjoestroem e Katie Ledecky. L’1’55″42 nuotanto in scioltezza è valso dunque la corsia 3 ma perchè la Pellegrini ha fatto di tutto per ottenere questo risultato?

I motivi riguardano particolari tecnici, in primis, ovvero la respirazione nel momento dell’esecuzione del gesto. Avendo infatti Sarah Sjoestroem e Katie Ledecky alla sua sinistra, la “Divina” avrà modo di poterle controllare nella vasca di ritorno (quella dei 100 e 200 metri per intenderci) potendo contare su un punto di riferimento chiaro su cui impostare la propria gara. E’ ormai assodato che l’azzurra negli ultimi tempi riesca ad esaltarsi gareggiando con atlete dotate di uno spunto migliore, almeno inizialmente, per poi venir fuori negli ultimi 50 metri. La Sjoestroem, in tal senso, potrebbe rappresentare un traino non da poco per lei.

L’altra ragione è prettamente psicologica. La campionessa di Spinea, fin da quando ha messo piede sul suolo brasiliano, ha sempre rispedito al mittente affermazioni che prospettavano medaglie e vittoria. Il partire da una corsia “più defilata” la deresponsabilizza della posta in palio, lasciandola tranquilla di fare la sua gara ed esprimere il 100% senza l’ossessione di dover ottenere il risultato con gli occhi di tutti addosso. Pertanto, tra scaramanzia e qualcosa di più tangibile vedremo se la scelta della nostra portabandiera avrà successo.

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giandomenico.tiseo@oasport.it

Twitter: @Giandomatrix

Foto: fonte libera Deepbluemedia

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