Nuoto Olimpiadi Rio 2016. Il pagellone: 4×200 troppo brutta per essere vera

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STAFFETTA 4×200 STILE LIBERO 2: inutile scindere le quattro staffettiste che offrono una prestazione che definire disastrosa non rende l’idea. C’era una medaglia d’argento mondiale da onorare, c’era una brutta prestazione individuale da riscattare, c’era un’occasione di riscatto dopo strade tortuose, storie incredibili, recuperi miracolosi che avevano portato le protagoniste fino a qui. Che la finale fosse inarrivabile si era capito già da un po’ perché le altre mica ti stanno ad aspettare ma una prestazione così brutta, francamente, non se l’aspettava nessuno. Diteci cosa non ha funzionato negli ultimi giorni, date agli appassionati una spiegazione plausibile perché una prova del genere si spiega solo con qualcosa di imponderabile e non vogliamo prendere cazzotti in faccia da nessuno.

ERIKA FERRAIOLI 5: lei, quando scende in acqua, combatte sempre e comunque e anche ieri ha dato dimostrazione di quanto ci tenga a dare il massimo. Purtroppo da tutta la stagione sta litigando col cronometro perché non arrivano più i tempi degli anni scorsi e qui, fino ai 70 metri di una batteria non stratosferica, è lì’ a giocarsela con le prime, poi crolla e saluta anche gli ultimi sogni di gloria.

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