Nuoto, Olimpiadi Rio 2016 – Dotto fuori dalla finale dei 100 sl: “Morto negli ultimi 15 metri, forse troppo stanco”

20160319_Pmes_Dotto-Luca_ROQ7493.jpg

Luca Dotto manca la finale dei 100 stile libero a Rio 2016 nuotando in 48”49. “Ci ho provato, stavo bene, ho fatto un gran passaggio – le sue parole a RaiSport -. Ma non ne ho avuto più negli ultimi 15 metri. Mi vien da dire che sono arrivato all’Olimpiade troppo stanco. O ho esagerato con il lavoro o non lo so. In altre parti della stagione lavoravo un po’ meno ma davo di più. Non avevo resistenza. Bisognava andare veloce: ci ho provato, ma alla fine mi sono scomposto e non riuscivo più a tenere la tecnica giusta. Dispiace perché con 48” basso si entra tranquillamente in finale. Dispiace molto. Mi sono trovato in difficoltà“.

 

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla nostra pagina Facebook
Clicca qui per iscriverti al nostro gruppo
Clicca qui per seguirci su Twitter

Clicca qui e metti mi piace per restare sempre aggiornato sul mondo del nuoto italiano

francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: DeepBlueMedia/comunicato stampa Nuotatori Milanesi

4 thoughts on “Nuoto, Olimpiadi Rio 2016 – Dotto fuori dalla finale dei 100 sl: “Morto negli ultimi 15 metri, forse troppo stanco””

  1. Gabriele Dente scrive:

    D’accordo con te, Luca46, quasi su tutto. Certo, ricordo che ad esempio a Los Angeles ’84 in Italia il nuoto era considerato “roba” d’altri. Però parliamo appunto di 32 anni fa. Secondo me è sempre meglio tener presente i migliori come termine di paragone. In ogni caso. Anche se mi riferivo, più che ai numeri, proprio al modo di arrivare alle gare. Mi sbaglierò, ma secondo me i tecnici mirano a fare “bella figura” agli Europei e poi all’Olimpiade manca la birra. Tornando a Dotto, mezzo secondo in meno del 47”46 di aprile secondo me è deludente.

    1. Luca46 scrive:

      Ti posso dare ragione su Dotto, anche se a mio avviso era più una speranza quella che potesse ripetere quel tempo. Non è che ci abbia abituato ad avere costanza a quei livelli. Certo che adesso Paltrinieri avrà grosse pressioni perché se va bene tutto passa in cavalleria ma se dovesse andare male potrebbe avere effetti devastanti. A parte Detti abbiamo steccato tutto e anche in modo abbastanza vergognoso.

  2. Gabriele Dente scrive:

    Altra grande delusione. Il terzo tempo dell’anno non è che mi avesse illuso più di tanto. Ma mi aspettavo almeno la finale (magari con piazzamento tra quinto e sesto posto). Purtroppo ancora una volta, come è ormai consuetudine, un azzurro non risponde presente nel momento più importante.
    Dirò una cosa scontata e banale ma il nuoto italiano è lontano anni luce dall’Australia e dagli Usa e, se non cambierà il modo di approcciare gli eventi, resteremo sempre a rammaricarci di quanto non si è raccolto.
    Io resto convinto dell’idea che potenzialmente si possa fare molto, ma molto, di più.

    1. Luca46 scrive:

      Infatti. Vorrei però in primis, prima di partire con alcune contestazioni, ricordare che quanto al nuoto in questi anni è stato fatto tanto proprio a livello di settore tecnico. Se ci rammarichiamo di risultati andati a male è un fatto positivo se pensiamo a 30 anni fa quando un risultato qua e la era preso come un trionfo. Adesso servirebbe un ulteriore passo in avanti. Il paragone con Usa e Australia non so se è fattibile, non conosco le cifre dei vari movimenti natatori ma suppongo che abbiano un bacino ampiamente superiore al nostro. Ovviamente sono sempre temi molto delicati da trattare e ci sono le varie interpretazioni, io però credo che l’aspetto sul quale dobbiamo migliorare è quello dell’abitudine a fare più gare. Quando la Pellegrini si lamentava del dover fare i 400m non è una bella cosa perchè avrebbe benissimo potuto fare 200, 400 e anche magari il dorso o gli 800. Per fortuna non si sentono più i discorsi sulle batterie del mattino. Oramai bisogna essere pronti a fare 3 o 4 gare al giorno perchè anche le batterie ormai sono delle verie e proprie gare. Ed è qui che secondo me i tecnici devono lavorare. Più gare, più stili anche rischiando figuracce ma allenandosi ad essere sempre in competizione. Per esempio Paltrinieri per il 2020 potrebbe preparare i 1500 in vasca e la 10 km in acque libere. Credo per esempio lo abbiano fatto anche Lurz o Mellouli se non erro. Diciamo che quanto a Dotto la delusione è a metà. Lui ha fatto molto bene il percorso di avvicinamento. Non ha nuotato male a Rio. Anche lui forse ha patito un po’ di tensione in semifinale. I tempi non li trovo scandalosi. Lo considero un buon Dotto. Obbiettivamente quella olimpica difficilmente poteva essere la sua gara.

Lascia un commento

Top