Nuoto, Olimpiadi Rio 2016: con quanto si vince l’oro nei 200 sl? Sfida Sjoestroem-Ledecky-Pellegrini

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Questa notte alle 3.19 italiane alle Olimpiadi di Rio 2016 andrà in scena una delle finali più attese per tutto lo sport azzurro: i 200 stile libero di Federica Pellegrini, terza dopo le semifinali e terza anche nel ranking dei migliori tempi mondiali stagionali prima dell’inizio dei Giochi. Finora i turni delle quattro vasche hanno rispettato i risultati dell’anno intero: prima (partirà dalla corsia 4) la svedese Sarah Sjoestroem, 1’54”34 d’ingresso e 1’54”65 in semifinale, seconda (corsia 5) la statunitense Katie Ledecky, 1’54”43 a gennaio e 1’54”81 ieri notte, e terza (corsia 3) la Divina, 1’54”55 al Settecolli di giugno e 1’55”42 per entrare tra le migliori otto.

Nessun’altra atleta sembra in grado di poter impensierire queste tre per il podio: l’altra autrice di 1’54” in stagione, l’australiana Emma McKeon, partirà dalla corsia 7 dal modesto 1’56”29 nuotato in semifinale. Attesa anche nei 100 farfalla, ha già fallito lì e finora solo Mack Horton (oro nei 400 stile libero) ha tenuto alto l’onore degli oceanici, naufragati invece nei 100 dorso con i campioni del mondo in carica Emily Seebohm (settima) e Mitchell Larkin (quarto).

Se almeno il bronzo sembra dunque pienamente alla portata di Federica Pellegrini, non è sbagliato sognare più in grande e provare a pensare alla medaglia d’oro. Che tempo servirà? Né Sarah Sjoestroem né Katie Ledecky nella propria carriera sono scese sotto l’1’54”, mentre l’azzurra detiene il record del mondo in 1’52”98 dal 2009 che però è stato realizzato con il costume in poliuretano, ormai vietato in quanto eccessivamente galleggiante (cioè rappresentava un vantaggio). Difficile, anzi quasi impossibile, che il primato sia destinato a cadere. Ma l’1’53” sembra nelle corde sia della svedese (già oro con WR nei 100 farfalla) che della statunitense (idem nei 400 stile libero, con un spaventoso 3’56”46), meno invece in quelle della veneta che senza costumone è scesa solo una volta sotto l’1’55” in carriera, un mese e mezzo fa a Roma.

La speranza per questa notte, ovviamente, è che Federica Pellegrini possa ripetere l’1’54” del Settecolli cercando magari di abbassare qualche decimo: così la medaglia sarebbe praticamente certa. Per sognare il successo, invece, molto dipenderà dalle altre e dalla tattica di gara che verrà utilizzata: Sjoestroem e Ledecky cercheranno un passaggio veloce ai primi 100 – aspetto su cui la Divina sta lavorando da due anni con l’allenatore Matteo Giunta – ma poi dovranno resistere al proverbiale recupero nell’ultima vasca della 28enne portabandiera. Dovessero scendere a 1’53” l’oro italiano sarebbe improbabile. Altrimenti tutto si deciderà al tocco. E in questo frangente la fame dell’azzurra non ha quasi eguali.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: pagina Facebook Fina/DeepBlueMedia (il podio mondiale 2015, Pellegrini-Ledecky-Franklin, quest’ultima fuori dalla finale di stanotte)

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