Nuoto, la polizia brasiliana smentisce la rapina a Lochte e attacca: “Hanno devastato un bagno”

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Rischia di aggravarsi la situazione di Ryan Lochte e degli altri tre nuotatori statunitensi (Jack Conger, James Feigen e Gunnar Bentz) che, secondo una loro prima versione dei fatti, sarebbero stati rapinati da finti poliziotti in possesso anche di una pistola. La giustizia brasiliana sta indagando e, dopo aver obbligato Bentz e Conger a non fare ritorno in patria per ulteriori interrogatori, il New York Times scrive ora – citando fonti investigative – che i quattro avrebbero inventato la denuncia.

Le cose si sarebbero infatti svolte in maniera ben diversa. E ci sarebbero anche un video e alcuni testimoni a provarlo. Intorno alle 6 di domenica mattina, cioè alla fine dell’ultima notte delle gare di nuoto, gli atleti a stelle e strisce si sarebbero fermati in una stazione di servizio in taxi, diretti al villaggio olimpico dal Club France, l’Hospitality olimpico transalpino. Al contrario di come inizialmente dichiarato, però, sul posto – un distributore Shell di Barra da Tijuca – non sarebbe avvenuta un’aggressione a mano armata, bensì l’intervento della guardia di sicurezza della struttura in seguito a evidenti danni commessi al bagno.

Il taxi sarebbero ripartito prima dell’arrivo della polizia – chiamata da un testimone – e i quattro avrebbero rimborsato economicamente il proprietario della stazione di servizio. Lochte, l’unico ad aver già fatto ritorno negli Stati Uniti, continua a ritrattare la propria versione dei fatti, i compagni sono bloccati a Rio senza passaporto in attesa di essere riascoltati e presto – si legge sulla Gazzetta dello Sport – ulteriore chiarezza arriverà anche da una conferenza stampa.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: Swimmeeting Alto Adige

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