Nuoto: Federica Pellegrini e l’ipotesi ritiro. A Tokyo 2020 per le staffette?

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Ci penserà in vacanza, ma alla fine probabilmente dirà di sì. Sì, Federica Pellegrini non smetterà con il nuoto. Non può e non deve farlo dopo l’amarezza per il quarto posto olimpico nei 200 stile libero e la consapevolezza che il tempo per il bronzo (1’54”92 dell’australiana Emma McKeon) sarebbe stato ampiamente alla sua portata, pur essendo scesa solo una volta in carriera sotto l’1’55” con il costume in tessuto.

Passerà un mese o forse ne passeranno due. Passerà del tempo silenzioso come dopo Londra 2012, come quando l’anno sabbatico si trasformò in solo dorso e staffette e si concluse con la carrambata dell’iscrizione a sorpresa ai 200 sl dei Mondiali di Barcellona, chiusi con la medaglia d’argento al collo dietro soltanto alla miglior Missy Franklin di sempre.

Ecco, divagazione. Lo ha fatto notare anche l’azzurra stessa. Molti lo avranno pensato davanti alle tristi immagini dell’ex fuoriclasse statunitense passata in un solo quadriennio (ma anche meno) dal dominare alle Olimpiadi al mancare la finale sia nei 200 sl che nei 200 dorso. Una triste fine che, se possibile, innalza ancor di più il valore di Federica Pellegrini, che piaccia o no è in finale olimpica da quattro edizioni consecutive dei Giochi (un argento, un oro, un quinto e un quarto posto) e sul podio iridato da sei Mondiali di fila. Passano le rivali, ora c’è Katie Ledecky che pare imbattibile, ma la Divina non tramonta mai e i suoi meriti sono stati riconosciuti negli ultimi giorni anche da Sarah Sjoestroem e Michael Phelps.

Tornando al tema principale del discorso, la sensazione è proprio che la veneta prosegua. Fisicamente sta bene e ora ha un motivo in più per guardare avanti: riscattare le lacrime di Rio e le severe critiche ricevute via social. Il 2016-2017 sarà quasi di transizione. Poi potrebbe davvero mettere nel mirino Tokyo 2020. Impossibile sbilanciarsi sulle ambizioni: i 200 sl sono destinati a diventare ancor più veloci e Federica non è purtroppo sembrata neanche più in grado di gestire la distanza di testa, la sua vera forza. Nell’ultimo anno si è consacrata eccellente centista, con il record italiano di 53”19 sesto miglior tempo mondiale prima dell’inizio delle Olimpiadi, ma poi non ha preso parte alle batterie per aiutare la (bruttissima) staffetta 4×200.

Ecco, proprio le staffette potrebbero rappresentare la carta vincente. Quella della distanza più lunga è passata in 13 mesi dall’argento mondiale al fallimento a Rio, ma se dovesse ritrovarsi sarebbe una grande carta. Le due 4×100 sono state le uniche ad aver centrato la finale con tanto di record italiano in mattinata, sintomo di pedale schiacciato fin da subito per centrare l’obiettivo. Sta crescendo l’Italia sotto questo punto di vista, si vede. L’esperienza di Federica Pellegrini sarà solo linfa vitale extra per tutto il movimento.

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: DeepBlueMedia/comunicato Len

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