Lotta, Olimpiadi Rio 2016: Chamizo sul podio, ma per Tokyo 2020 si deve puntare sui giovani

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L’Italia della lotta torna dai Giochi Olimpici di Rio 2016 con la medaglia di bronzo conquistata da Frank Chamizo nella categoria 65 kg della lotta libera. Se nelle ultime due stagioni i successi dell’atleta di origine cubana hanno garantito medaglie e risultati importanti, dobbiamo tornare ancora una volta sulla necessità di risollevare le sorti della lotta italiana a partire dai giovani, visto che l’unico altro qualificato alle Olimpiadi brasiliane era il greco-romanista Daigoro Timoncini, classe 1985.

Il faentino Timoncini, come abbiamo avuto modo di sottolineare diverse volte, si è preso sulle spalle le sorti della lotta italiana nelle ultime due edizioni olimpiche, unico a riuscire a mantenere un grado di competitività che gli ha permesso di qualificarsi sia a Londra 2012 che a Rio 2016, dopo la prima esperienza di Pechino 2008. Dall’altra parte abbiamo l’innesto di Chamizo, che ha permesso all’Italia di conquistare risultati che mancavano da anni, oltretutto in uno stile, come quello della libera maschile, che di recente era sempre stato il più carente per i colori azzurri. Ora ci sono quattro anni per lavorare in vista di Tokyo 2020, e tutto starà nel capire come utilizzare al meglio la presenza di Chamizo nella nazionale italiana.

Con i suoi ventiquattro anni, il campione mondiale ed europeo in carica garantisce ancora diversi anni di successi. Una figura come quella del lottatore di Matanzas deve essere assolutamente sfruttata per la promozione di questo sport tra i giovani, a partire dalle scuole, e le sue capacità ed il suo talento possono permettere anche agli altri atleti che avranno la fortuna di allenarsi con lui di migliorarsi. Questo, naturalmente, sarebbe uno scenario ideale. Dall’altro lato, c’è la possibilità che Chamizo venga utilizzato come specchietto per le allodole che nasconda le lacune della lotta azzurra, condannando, in tal caso, l’Italia all’oblio più totale nel futuro remoto.

Fortunatamente, a venire in soccorso c’è una giovane generazione di lottatori che si è già distinta nelle categorie giovanili. Negli ultimi anni, infatti, l’Italia ha conquistato un numero di medaglie senza precedenti nelle rassegne europee e mondiali dedicate a cadetti e juniores: un patrimonio che non va assolutamente sprecato se si vuole riportare la lotta azzurra ad alti livelli nei tre stili olimpici, senza la necessità di dover caricare tutto il peso delle sorti di una squadra sulle spalle di un unico campione.

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Immagine: United World Wrestling

giulio.chinappi@oasport.it

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