Le donne ridanno slancio all’Italia. Il sogno top10 resta ancora vivo, nonostante la scherma

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Il primo oro dalle donne d’Italia. Ci voleva, soprattutto per come è arrivato. Diana Bacosi e Chiara Cainero hanno dato spettacolo nello skeet, disputando una finale tutta azzurra che è già leggenda.

Dopo tre giorni di digiuno, la spedizione tricolore torna così a muovere la casella degli ori, salendo a quota 4. Con un buon bottino di 15 podi, a metà Olimpiade siamo undicesimi, subito dietro l’Ungheria, nostra principale rivale annunciata nei giorni scorsi per restare nella top10. I magiari sono rimasti fermi a 5 dopo l’argento inaspettato di Katinka Hosszu nei 200 dorso. Una buona notizia che mantiene vivo il sogno azzurro di confermarsi per 20 anni esatti nel gotha planetario.

Per farlo, tuttavia, la condicio sine qua non sarà quella di vincere almeno 8 ori (l’ideale sarebbe 9). Fondamentale, sotto questo profilo, si rivelerà questo secondo fine settimana. Caliamo l’asso Gregorio Paltrinieri nei 1500 sl di nuoto, mentre domani Niccolò Campriani tornerà in gara nell’amata carabina 3 posizioni, specialità in cui brilla maggiormente rispetto alla prova dai 10 metri dove ha già trionfato. Due carte importantissime, senza dimenticare due possibili sorprese: nella vela (RS:X) Flavia Tartaglini inizierà la medal race da seconda in classifica e potrà ragionevolmente puntare a far saltare il banco; da seguire anche la spada maschile a squadre, in cerca di riscatto dopo la scialba prestazione dell’individuale.

Gli spadisti, incredibile a dirsi, dovranno risollevare una scherma che, sinora, ha offerto un contributo molto più scarno rispetto al passato. Appena tre medaglie conquistate, con un solo oro. Le assenze delle prove a squadre di sciabola maschile e fioretto femminile non devono camuffare una realtà incontestabile: in questa disciplina il Bel Paese resta su livelli di eccellenza, ma non più in una posizione dominante rispetto al resto del mondo. Il fatto che l’Italia stia disputando una più che discreta Olimpiade anche senza un apporto monstre della scherma la dice lunga sulla buona qualità media dell’intera spedizione.

Dopo le lacrime di gioia di Bacosi e Cainero, tocca a Paltrinieri, dunque, lanciare la volata verso l’ingresso nella top10 nel medagliere. A metà del guado l’Italia è viva più che mai. E nella seconda settimana potrà calare ancora diversi assi importanti nella sua scalata tra le grandi.

federico.militello@oasport.it

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